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Letargo

Lina aveva scelto consapevolmente, di estraniarsi dal frastuono della città. Ora poteva godersi quello stile di vita che desiderava da tanto tempo; buone letture, niente sveglia la mattina, niente guida tra il caos cittadino e lunghe dormite senza l’assillo dell’orologio al polso. Sognava il letargo, così ne parlava al telefono con sua figlia. La sua casetta di campagna l’attendeva ben ristrutturata e arredata, l’antico borgo, i suoi vecchi amici d’infanzia, le tradizioni da riscoprire.
Aveva iniziato presto a lavorare, appena diplomata aveva vinto un concorso e la sua carriera lavorativa l’aveva portata in una grande città. Ora poteva godersi la pensione meritata, il suo conto in banca era sufficiente a farla vivere tranquilla in quel meraviglioso letargo (così lo definiva) dove il tempo scorreva senza fretta e i fine settimana erano riservati ai due piccoli nipoti. Per loro preparava dolci per la colazione in giardino, pranzi e cene squisiti, poi li salutava e tornava a quella solitudine appagante. La vecchia casa la proteggeva come un guscio e lei si lasciava abbracciare dai ricordi e dalle nostalgie. Aveva amato molto Lina, e quando Sergio si ammalò di cancro, gli fu accanto con dedizione e amore. Dopo un anno rimase sola col suo dolore. La figlia le diede conforto ma la famiglia esigeva la sua presenza e Lina la strinse in un abbraccio inghiottendo le lacrime mentre la salutava.
Come ogni mattina, Lina si alza senza fretta, accende la TV e si appresta a preparare la moka intanto che ascolta il telegiornale prepara la tavola di tutto punto. Si è ripromessa di trattarsi bene, di non tralasciare quei particolari di cura che la fanno star bene.
In TV stanno dicendo che nella città vicina c’è stato un incidente gravissimo e una giovane donna ha perso la vita mentre accompagnava i figli a scuola.
Lina rabbrividisce poi stringe la vestaglia e accende il riscaldamento. Pensa all’inverno che s’avvicina, alle lunghe giornate nella sua calda casa a fare le cose che prima non poteva; lavorare a maglia, dipingere, leggere autori nuovi, poi squilla il telefono e in un attimo finisce il letargo, la vita di Lina subisce uno scossone. Nell’incidente sua figlia ha perso la vita.
Ora Lina guida di nuovo, corre in città dove due bambini aspettano che qualcuno si occupi di loro.
Sa che tocca a lei, il padre è sparito con una ragazza, abbandonando la famiglia.
Una nonna che torna a fare, faticosamente, la mamma, una mamma che non ha neanche il tempo di piangere sua figlia.

Pubblicato inDonne

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