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Letizia

Non so quanta strada mi resta da percorrere per raggiungere il mio faro. Però se penso a te, questo mio andare si fa leggero. Sei venuta fuori da una magia, per regalarmi lo sguardo dei tuoi piccoli occhi del colore di questo mare di fine inverno. Potrei raccontarti delle mie battaglie, dei miei draghi, delle bandiere sventolate nei giorni della primavera. Potremmo intonare le poche parole di quella canzone cantata alla vendemmia. Potrei con te disegnare con le dita pupazzi di neve in cielo. Però la vita vuole che io abbia dovuto arare e seminare i miei campi, che solo tu vedrai fiorire. Come potrò mai compensati per quella piccola mano stretta intorno ad un mio dito? Tu sei la prosecuzione dei miei sogni, la stella filante che sfreccia tra i miei ricordi. Ti hanno attribuito non so quanti colori della speranza, indaco, arcobaleno, cristallo, diamante, ma tu hai un solo colore ed è quello dell’amore. Attraverserai campi di lavanda, terrai salda la barra verso il Sud del mondo, perché lì nascono le favole e gli scrittore restano per sempre bambini. Ti auguro di avere anche tu una tenda blu dove bere il tè tra i silenzi dell’anima, nel tuo deserto dove incontrerai dio. Impara ad avere l’umiltà della sabbia, la forza del vento e la memoria dell’acqua. Tu hai un nome che ha dato un senso a questo mio andare, tu sei Letizia, una poesia da recitare su questo grande arcobaleno.
(Il Nautiere)

in copertina: Bruno Cerboni: “Ragazza Berbera” mosaico

Pubblicato inAmore

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