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Liberamente

Quando vivere le emozioni è negato, ha ancora più sapore il ricordo, provoca una fitta al cuore, un sussulto.
Il vento, lungo l’argine di un fiume, il Tagliamento.
Ma anche il sole c’era a riscaldarci, se già i nostri corpi non sapevano farlo.
Non c’era nessuno, a parte noi, a bagnarsi nelle acque di un greto ampio, sassoso, in certi punti in secca.
Liberi dagli impegni universitari, per poco, vivevamo immersi nella natura friulana, giovani e belli.
E poi, a volare sulle strade di Tramonti di Sopra, in quella moto d’epoca dal motore chiassoso ma stupefacente: non ci lasciava mai a piedi, tra un tornante e l’altro.
E che buono quel formaggio con polenta, tipico, mangiato tra un bicchiere di rosso e l’altro.
Si eccitavano gli animi, i corpi, incendiva il volto, lasciando poco spazio al mondo di fuori.
Era sera. Una locanda poco affollata tra i boschi, le strade deserte, da ripercorrere al ritmo del vento, ancora volando.
Libertà, quanto ti ho amato.

 

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