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L’invasore

CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Una mattina, mi son svegliato,
o pace ciao , pace ciao, pace ciao ciao ciao.
Una mattina mi son svegliato ed ho trovato l’invasor.

Un invasore invisibile. Colpisce a caso, prediligendo vigliaccamente i più deboli. Qualcuno pensa che sia fuggito da un laboratorio di ricerca dove è stato creato per scopi bellici.
Devo dire che ci sono riusciti ma in guerra si sono ritrovati anche i suoi ideatori. Non si aspettavano fosse cosi aggressivo e capace di avanzare così velocemente.
Come tutti i veri Partigiani ho aderito subito alle prime Brigate che si sono formate, qua e la, senza coordinamento.
E’ la prima volta che contro un invasore si combatte una guerra senza armi, neanche quelle convenzionali.
Einstein aveva pensato che la quarta guerra mondiale si sarebbe combattuta con le clave, visto che la terza avrebbe riportato all’età della pietra l’intera umanità.
Anch’egli non avrebbe minimamente immaginato che la terza si sarebbe combattuta con mascherine e respiratori.
Nell’edificio dove sono asserragliato siamo una sessantina di partigiani resistenti, fermi ad oltranza, ed una trentina di spericolati temerari che escono per azioni di sopravvivenza.
Si, perché la battaglia contro il nemico stavolta si combatte cosi, un po’ come fecero i Russi con l’esercito napoleonico e poi anche contro tedeschi e italiani che volevano conquistarli. Ci si ritira facendo terra bruciata intorno all’aggressore che, non trovando di che nutrirsi, prima o poi muore.

Se non ci fossero tanti decessi, tante privazioni e difficoltà, direi che questa guerra è stata importante per tutti noi e ci sta insegnando molto.

Non eravamo più abituati ad avere un rapporto umano con le persone anche incontrandole tutti i giorni.

Lo abbiamo riscoperto rimanendo isolati.

Non sapevamo più curare noi stessi. Poca musica, poca letteratura, poche chiacchierate in famiglia.

Abbiamo, in questo periodaccio, forse ritrovato un po’ di umanità.

Abbiamo capito, forse, che chi fugge da una situazione drammatica va accolto perché i confini esistono solo per quelli che pensano che il territorio sia di proprietà di chi lo abita. Come se il Padreterno, che non si sa se esiste, avesse assegnato la proprietà a qualcuno e a qualcun altro no.

Abbiamo scoperto che il nostro vicino di casa non è proprio quell’imbecille che alle riunioni di condominio ha sempre aggredito tutti con fare dittatoriale ma, come tutti, è un essere umano con una miriade di problemi insospettabili.

Abbiamo ritrovato il senso della famiglia.

Il poter affrontare il futuro guardandolo con timore ma con determinazione, discutendo, confrontandoci per trovare le strategie migliori per uscire dal pericolo e ricostruire un modello di vita più sicuro, più tranquillo.

Ho Paura? Certo che ho paura.

Solo quelli che hanno paura sono Partigiani veri.

Solo quelli che hanno paura trovano le soluzioni per superarla, gli altri si affidano al caso.

Non hanno capito che stiamo vivendo nel reale uno di quei filmacci catastrofisti dove però “NON ARRIVANO I NOSTRI”.

Perché “I NOSTRI” siamo noi.

Pubblicato inGenerale

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