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Litigata

Ti osservo da lontano
Non puoi vedermi sono sul terrazzo al sole
Inforco i miei occhiali scuri e mi
Faccio riscaldare da questo novello sole
Regalo di febbraio vestito da aprile
Tu sei lì che passeggi, parli animatamente al telefono, ti fermi gesticoli e poi torni indietro.
Non è una telefonata di lavoro, ne’ la chiamata quotidiana alla mamma. Stai parlando con la tua donna, siete ad un passo dal litigio, tu sei fremente. Adesso hai alzato la testa e mi hai vista, ma non vedi i miei occhi schermati, i tuoi
Mandano scintille, avrei paura a starti vicino.
L’amore è fuoco e fiamme. Alla tua età è facile perdere la testa , si arde di passione. Il nemico più infido è il tarlo della gelosia. Erode l’animo poco a poco, ingrandisce col sospetto , è funesta compagnia se l’essere amato è lontano.Ora sei fuori di te, laggiù in quel prato teatro del tuo colloquio concitato, hai lanciato a terra il telefono e vorresti pestarlo con entrambe le scarpe. Ma ti fermi, sembra che ti penti. Lo raccogli e con il lembo della giacca gli dai una veloce ripulita. Le urli qualcosa nell’orecchio e poi ti siedi sull’erba, sconvolto.
Le mani sulla faccia, ti stropicci gli occhi e poi guardi in giro. Nessuno nel giro di quei pochi metri. Sei solo a smaltire la tua rabbia, ti stendi e ti lasci andare su quel morbido tappeto. Forse fra un po’ la chiamerai…

Pubblicato inAmore

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