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Lo scoglio

OPERA IN CONCORSO

Il mio scoglio di Marina Neri

Ah, se fossi un sasso! Ad esempio il mio scoglio.
Rifugio di chi è
sempre in bilico fra palco e realtà.
Trono regale dentro il castello di un mare non mio.
Fossi il mio scoglio farei compagnia all’eternità. Chi mai potrebbe scalfire la mia coriacea essenza? Chi mai potrebbe mutare la mia imperturbabilita’? Chi mai potrebbe pensare di incidere la mia pelle con le rughe del Tempo?
Vedrei, udrei, incamererei gli umori della gente, del cielo, del mare. Ieratico. Impassibile. Neo sull’ epidermide del mare, a ricordare ogni giorno a Dio che l’imperfezione nella perfezione rende il suo creato creatura pari a Lui.
Poi penso…rifletto e…osservo.
Lo scoglio era sabbia, poi sasso, poi scoglio, poi monte. Poi di nuovo scoglio fino al granellino di sabbia. E torna il mio concetto di eternità dinamica” la materia non si crea né si distrugge ma si trasforma”.
Cellula eri e cellula tornerai. Meglio della cenere delle religioni che annichilisce. O forse quella cenere è solo legno vivo che torna primigenio, cellula, e riparte, rinasce, risorge.
Solo così la mia Spes non si spegne e trovo un senso nell’oggi, nello ieri e nel domani.
Altrimenti basterebbe sedersi e aspettare che Moira compia il suo giro di ricognizione.
Invece persino il mio scoglio, così statico, sa che il mare scava…scava sotto di lui e sente dentro di sé il fremito di ogni cambiamento che farà. Il segreto sta nel Sogno, la vera scintilla di divino che ogni cosa possiede. La consapevolezza che ” se cado una volta una volta cadro’ e da terra, da lì mi rialzero'” Uomo , sasso o cellula.
Ma accadrà. Con dentro un nuovo sogno, la vera religione .
Il mio scoglio sa che fosse anche in cento, mille anni…ma si trasformerà ed è per questo che guarda felice persino il suo carnefice.

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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