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Lo sfogo

Nella penombra del nuovo giorno,
ancora nascente,
dalle ombre
s’innalzò il fantasma
della moka;
con un brontolio
di cavernoso lamentarsi
susseguiva a parlarmi dandomi del tu:

Ogni giorno tu e i tuoi simili

mi chiedete di fare miracoli:

trasformare acqua e polvere scura

in deliziosa bevanda.

E mai una volta che qualcuno si fermasse

a ringraziare per questo!

Eppure mi chiedete

di farvi compagnia nelle ore di studio,

nelle nottate a lavoro

o nel donarvi brio pomeridiano nel dopo-pranzo,

quando stupidamente rinunziate al sollievo del giusto riposino…

Per non parlare di quando allieto i vostri cinguettare da comari,

o i puerili discorsi di affari finanziari…!

Quante volte ho assistito ad innamoramenti!

Quante volte innanzi a me ho visto nascere l’amore!

Eppure mai nessuno a lodarmi per questo.

Come se non contribuissi abbastanza al compimento

degli eventi…

considerarmi cornice,

quando sono invece motivo!

Ora che conosci

lo spirito che mi anima,

ti prego di portarmi rispetto,

chè senza me

parecchie situazioni sarebbero diverse..

All’udir
quello sfogo
rimasi sbalordito
e interdetto,
quell’epifanico dialogo
mi aveva scosso i nervi.
Non appena mi ridestai
spensi il fuoco,
ed al calore morente
si affievolì la presenza
che scomparve gradualmente sibilando in lontananza.
Nel da farsi
mi accorsi
che era già tempo di correr via di casa
per lavoro;
non prima però di bere il mio caffè,
la mia dose d’ energia.
La moka,
aveva compiuto il suo miracolo.

4 I 2019

Pubblicato inSogni

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