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L’odore della felicità

 

Credetemi, esiste. Io l’ho annusato.

Sono stata una bambina fortunatissima, ho avuto una mamma fantasiosa e bella che sapeva rendere le piccole gioie gigantesche.
Ci raccontava di tutto, ci parlava della vita e i suoi racconti hanno arricchito la mia infanzia e quella dei mie fratelli.

Sono nata prima che arrivasse la televisione ma la fantasia di mia mamma la sostituiva alla grande. La Divina Commedia io la conobbi presto e fu lei a raccontarmela. Dante, il nasone era un uomo intelligente ma faceva sogni strani e vagava nell’inferno e in altri luoghi sempre in mezzo ai morti, col suo amico Virgilio.

Ecco un esempio di come ci passava le storie più belle.

Ma in Sicilia c’è un arte antica e formidabile che l’affascinava…l’Opera dei pupi.

La Gerusalemme liberata la conobbi così, mentre mio fratello diventava Orlando e io, per assonanza ero Angelica. La regia era di mamma. La matematica si faceva con i fagioli, sottraendo e aggiungendo, non vi dico la geometria… ogni foglio di carta prendeva forma.

Ma la sua invenzione più bella fu farci conoscere “L’odore della felicità“.

Ricordo delle bottigliette minuscole contenenti profumo da donna. Uno aveva una scritta che già evocava cose belle. MIO SOGNO c’era scritto sulla piccola bottiglietta e aveva un odore fantastico. Mia mamma lo usava con parsimonia. Non si esagera, diceva, altrimenti si diventa volgari.

Quelle piccole bottiglie le conservava e poi ce le donava come cose preziose raccomandandoci di annusarle se ci sentivamo tristi.

Perché diceva…la felicità ha un odore buonissimo, bisogna tenerla come un tesoro prezioso e annusarla quando se ne sente il bisogno.

Che buon profumo che sento ancora adesso quando ci penso.

 

Pubblicato inAmore

1 commento

  1. Armando Staffa Armando Staffa

    Bello questo racconto. Delicato, nostalgico e dico la verità anche profumato

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