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L’Omphalos

Nel 1989 il professor McGinn, titolare della cattedra di ortografia cosmologica all’università di Cambridge, volle venire in Italia con la famiglia, per unire l’utile al dilettevole, allo scopo di ristorarsi nei colli euganei e sopratutto per verificare sul campo una sua ipotesi di ricerca. Aveva fondati dubbi per ritenere che il centro del mondo antico non fosse Delfi, ma Montagnana. Egli aveva individuato nella piazza dedicata a Vittorio Emanuele II l’antica ubicazione del vero Omphalos, proprio nel luogo dove oggi la pavimentazione viene violentata ad ogni Natale per metterci l’albero. Secondo il mio modesto parere il professore irlandese aveva ragione.

Però il professore McGinn non esiste e non esiste nessuna cattedra di ortografia cosmologica. Tuttavia secondo me, lo ripeto, anche come professore inesistente, egli aveva ragione da vendere. Perché basta posizionarsi al centro della piazza, ad esempio in un giorno di mercato come oggi, per rendersi conto come ci si trovi davvero al centro del mondo, un centro attraversato sicuramente dall’Axis Mundi. Probabilmente l’antico mercato disegnava la sua fisionomia attorno ad una bellissima svastica che dal centro emanava il suo sapere alle quattro braccia, mentre oggi è ridotto da un imperfetto triscalion con le braccia a est, ovest e nord.

Dal centro del mondo vedo il mondo, vedo donne musulmane soppesare stoffe e discutere tra loro sulla loro economicità rispetto alla loro pregiatezza, vedo uomini in pensione parlare di politica e di figli e nipoti, bambini che giocano tracciando ellissi attorno all’Omphalos, il venditore di formaggi sempre pieno di clienti, le bancarelle di oggetti vari, dai cotton fiocc al liquido sturalavandini, una signora minuta e non proprio giovane cammina reggendo un’altissima pianta di mimose, si vedono solo le mimose camminare. C’è un altro uomo sulla piazza, che guarda il mercato dal centro del mondo. Il mercato è il mondo, il mondo è un mercato che finisce con la cifra ,99 perché le intenzioni sono sempre buone.

Se il professor McGinn fosse qui sarebbe felice di constatare l’esattezza della sua intuizione, ma il professore che non esiste è tragicamente perito con la famiglia al largo di Lampedusa, sul suo motoscafo, mentre andava a pesca di cernie, mitragliato dalla guardia costiera libica e affogato con tutti i parenti in mare. E Dio ha una particolare misericordia per i morti che prima di essere morti non erano vivi.

Il mercato è il prezzemolo e le prime violette messe in vendita dal banco dei fiori, fiori per i vivi e fiori per i morti, compresi quelli finti che, come il professor McGinn, non esistono, eppure hanno un prezzo.

Il bello di mettere i piedi sull’asse del mondo è che da qui nulla cambia, tutto è lo stesso, si ripete continuamente, non si notano i banchi nuovi, le facce cambiate, le lingue diverse, perché al mercato tutte le lingue sono uguali e le parole durano fino a mezzodì. E’ come un tempo, mi ripeto, come quando, quindicenne punk, andavo con mia madre per aiutarla a portare le borse e cercavo mille stratagemmi per sfuggire alla presa per mano della genitrice, perché un punk a manina con la mamma non si poteva proprio tollerare. Che poi la mano si da perché non scappi, io non sono mai scappato, nemmeno ora, io sono qua, non si può scappare dal centro del mondo perché il centro del mondo sarà sempre ovunque tu poggi i piedi.

in copertina: la sacra pietra di Omphalos a Delfi

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2 Comments

  1. Monica Monica

    Da oggi in poi guarderò l’odiato mercato di Montagnana con nuovi occhi e mi posizionerò proprio al centro del mondo per farlo!😜
    Franco,secondo me tua madre era fiera di avere un figlio punk!

  2. Franco Franco

    Grazie Monica

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