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L’ONDA

Stavano fermi, immobili dietro al vetro. Entrambi muti.
Parlavano ascoltando i propri pensieri. Il tono pacato, quasi mesto di entrambi scandiva le parole lentamente. Era stato sempre così il loro parlarsi. Anche quando erano di fronte, occhi negli occhi, parlavano muti. E quante cose si sono detti con la mente e con gli occhi. E quante risate.

Cosa pensi
Non so dirlo, lo so ma non so dirlo.
Posso provarci io
Di sicuro ci riusciresti
Ci stiamo facendo male alla fine. Più di quanto avremmo immaginato. Perché l’abbiamo immaginato pieno di tanti vaffanculo. Invece nemmeno uno.
Si è vero. Questo l’ho pensato ma non adesso
Non avevo finito
Scusa

Mi sento che siamo di fronte e qualcosa ci divide. Non lo distinguo, è un immagine sfocata. Sembra il riflesso di un muro alto, quasi insormontabile. Adesso almeno. Perché vent’anni fa l’avrei scavalcato e senza troppa fatica. Se guardo meglio mi sembra invece il riflesso di un fossato. E’ l’ombra del vuoto che fa sembrare il muro. Vedo una striscia lunga, larga e sotto c’è un baratro che non finisce mai. Se fossi Dante direi che è la porta dell’inferno. Non so cosa preferire. Forse sceglierei il fossato. Perché se riesco a saltarlo ti posso raggiungere, se non ci riesco finirei di sotto e morirei. In qualunque caso sarei felice.

Io no. Come potrei essere felice se moriresti. Mi prenderei la colpa come faccio sempre. Ma non è per questo che piangerei. Non per la colpa. Perchè avrei la certezza di non poterti vedere mai più. Mai più sentirti, mai più sperarti, mai più niente. Non ho conservato nemmeno una tua parola. Non c’è bisogno che le conservo le ho nel cuore. Questo pensavo. Invece non è vero. I ricordi sbiadiscono, i dettagli si cancellano e pian piano anche i contorni non si vedono. Non mi resterebbe nulla. Tranne un sacchetto colorato e una testa alata a ricordarti. Io preferei ci fosse il muro invece. Tu non lo scavalcheresti, non più adesso hai detto. Io invece fingerei di credere che un giorno avrei il coraggio di abbatterlo e venire io da te. Perchè non l’hai mai detto ma so che è quello che vuoi. Che volevi forse. Un gesto grande. Che una volta ho fatto. Che ti hanno fatto. Tu sei ancora convinto che i gesti grandi siano quelli importanti. Invece no. Sono le piccole cose quelle più importanti. Io l’ho capito nel tempo.

Ma non pensavi solo questo. Sento che c’è distrazione nelle tue parole.

Si …. come fai. Senti ogni cosa. Ho fatto un sogno. Sembrava bello ma era brutto invece. Camminavamo insieme lungo la riva. Mi hai preso la mano ed io ho iniziato a fuggire. Vieni a prendermi. Sei partito veloce come un leopardo raggiungendomi in pochi istanti. Siamo rotolati sulla sabbia ridendo. Poi siamo rimasti fermi a pochi centimetri dagli occhi, a due millimetri dalle bocche. Troppo pochi. Troppo vicini per fermarsi. Così ho capito che vuol dire fermare il tempo. Nessun rumore tranne quello del mare, percepito lontano come un sottofondo irreale e soltanto un sapore di labbra che sento ancora addosso, non se ne vuole andare. Ci siamo seduti di fronte alla riva ad ascoltare il rumore del mare.
All’improvviso un onda ci ha travolti. A me ha salvato uno scoglio che ho afferrato. A te non ti vedevo più. Ho iniziato a chiamarti. Ad urlare il tuo nome. Quando l’onda si è ritirata il mare è tornato calmo. Tu non eri da nessuna parte. Ho capito che ti aveva preso con se. Ti ho immaginato felice. Finalmente ho pianto. Così tanto da non riuscire a respirare. Lentamente ho fatto ritorno alla riva e da li alla mia casa. Stavolta per sempre. Non ho altro posto dove andare. Ho preso il sacchetto colorato e la testa alata e li ho abbracciati. Il sacchetto l’ho riposto in un cassetto. La testa alata l’ho gettata. Non ti assomigliava. Mi hai mentito. Hai detto che restavi e te ne sei andato. Anche se… forse non è stata colpa tua.

E’ un incubo. E’ colpa dei miei racconti. Io non me ne posso andare. Non in quel modo almeno. Lo sai cosa mi trattiene.
Del tuo sogno mi piace soltanto la parte del bacio.

Ciao devo andare
Ciao

Pubblicato inAmore

1 commento

  1. Francesca Pinto Francesca Pinto

    Felice di leggerti. Sei bravo anche nella versione in prosa!
    Capace di scrutare a fondo certi sentimenti in modo toccante.

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