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L’ora del ritorno

Arriva inesorabile la sera, il momento
Che temo. È l’ora del ritorno, dell’attesa.
Vorrei sentire i tuoi passi giù nella strada
Frettolosi e rapidi battono sul lastricato. Sento il portone di legno pesante che si accosta e infine sbatte. Tu sali veloce, quasi corri su quegli alti gradini. Alla porta ti fermi, per due minuti a riprender fiato e poi giri la chiave e il tuo trillo allegro: Sono tornata! Io sornione faccio finta di dormire gli occhiali sul naso di sghimbescio e il giornale caduto dalle mani. Mi solletichi l’orecchio ed io ad occhi chiusi prendo a palparti dappertutto fingendomi cieco. Queste le nostre sere, la voglia di stare insieme per parlare, scherzare ed infine amarci.Poi un dio cattivo ha preso ad invidiarmi, il nostro amore gli era diventato inviso. Tu hai cominciato a sfiorire, non eri più la stessa. Ho insistito tanto e ti ho accompagnato da diversi medici. Un male infido ha minato le tue forze e mi ha privato della tua gioiosa giovinezza. Ho cominciato a dovermi abituare ai tuoi periodi in ospedale, sempre più lunghi. Da solo la sera apparecchiavo anche per te, finché non ho più mangiato a tavola. Non avevo più un solo motivo per continuare. Poi arrivò il giorno che temevo . Il medico parlava ed io lo guardavo senza più sentire, neanche una parola. Non so cosa mi disse.Disperato corsi nella tua stanza e mi buttai vicino a te, ignorando i fili e le macchine che ti legavano . Mi lasciarono li quella notte, non ebbero il coraggio di farmi uscire. Al mattino mi stringesti la mano e mi dicesti ciao in un filo di voce.Ancora adesso la sera ti aspetto, sento i tuoi passi sul lastricato mentre ritorni.

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Published inAmore

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