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Luce: dove è nato un fiore

Ma che bel sogno, era maggio e c’era caldo
Noi sulla spiaggia vuota ad aspettare
E tu che mi dicevi, “Guarda su quel gabbiano
Stammi vicino e tienimi la mano.
Da” Fiore di maggio” di F. Concato
******

“Stammi vicino, tienimi la mano.”
È importante, e in pochi lo sanno.
Anch’io l’ho scoperto tardi: tenevo fra le mie le sue mani, e non l’avevo mai fatto prima.
Se ne stava andando e io non volevo.
Avrei scambiato la mia con la sua vita, pur di non sentire quel dolore dentro.
L’accarezzavo, le spalmavo la crema, per recuperare tutto il tempo in cui non l’avevo toccata.
Tu eri lì, ogni giorno mi portavi da lei.
È allora che ho capito tutto di noi. Non mi lasciavi sola, e sapevi quanto io la amassi. Sarei crollata senza di lei.

“Ma che bel sogno… Noi sulla spiaggia”.
Tutto volava, pensieri e parole.
Il vento ci portava lontano.
Non c’era nessuno su quello scoglio, dove sarebbe nato un fiore.
Vorrei tornare dove abbiamo preso forma, dove tutto ha avuto un inizio, tra i voli dei gabbiani.

Ora sono io che ti tendo la mano: “Guarda su quel gabbiano”, e non pensare ad altro.

Immagine dal web.

Pubblicato inAmore

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