Salta al contenuto

Maksym

LIBERIAMO LA PACE

Mi chiamo Maksym e ho dieci anni.
Sono uscito presto stamattina. La mamma mi ha fatto mettere il cappotto caldo, ha riempito un borsone e mi ha preso per mano. Era pallida e sembrava tanto stanca.
Fuori le case sono quasi tutte distrutte e le colonne di fumo nero nascondono il cielo. Vorrei chiudere gli occhi e sedermi in un angolo a piangere. Ma sono grande e mamma ha bisogno di me. Così continuo a camminare, dritto e deciso, respirando questo odore pungente, che sa di morte e di dolore.
La guerra ha rubato il mio tempo. E i miei sogni.
Non ho paura, ma mi sento perso, gettato come un vecchio pupazzo in un mondo che non mi appartiene.
Partiamo, andiamo in Italia. Mamma dice che mi porterà ai giardini, come faceva una volta, e che potrò di nuovo correre e giocare nei prati. E andare a scuola. Dice che il conflitto prima o poi finirà, e allora potremo tornare a casa. Se ci sarà ancora la nostra casa… La guardo e sorrido. Non le dico che questa guerra mi ha bucato il cuore. Perché so che mamma è ferita come me, anche se non vuole farmelo vedere.
Ci penserò io a te, mamma. Ripeti sempre che i giovani sono il nostro futuro e la nostra speranza. E allora ti prometto che ce la metterò tutta. Diventerò grande e costruirò un mondo migliore. Di pace e di libertà. So che sarà difficile. Ma lo farò. E sarai fiera di me.

Pubblicato inGenerale

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *