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Malattia d’amore

 

Gianni si considerava malato, la sua malattia aveva un nome ma, non era catalogata in nessun manuale di medicina, nessuno faceva ricerca per trovare un vaccino e neppure lui si sognava di fare una cura per guarire.

I primi sintomi li avvertì quando, diciannovenne, si ritrovò a guardare, con gli occhi spalancati, quella ragazza così particolare.

Il cuore gli balzò in gola e subito desiderò conoscerla, ascoltare la sua voce, sentire il suo profumo.

Cristina se ne stava sul bagnasciuga di quella stupenda spiaggia che conosceva così bene. La frequentava fin da bambina, in quel mare aveva imparato a nuotare giocando nell’acqua assieme ai suoi fratelli.

Come se qualcosa la chiamasse, si girò di scatto, facendo ruotare quei suoi straordinari capelli e gli occhi di Gianni furono nei suoi, una calamita che non riusciva a staccarsi. Infastidita si tuffò in acqua ma, ogni volta che, nuotando, girava la testa verso la spiaggia, lui era lì e la fissava.

Si rividero tutti i giorni per due settimane, le stesse che i genitori di entrambi si fermarono per le ferie estive poi arrivò il tempo di salutarsi. Lo fecero come due ragazzi innamorati; fecero l’amore quello vero, quello che tutti i giovani dovrebbero provare dove corpo e anima si fondono assieme e diventa un tutt’uno.

La loro vita continuò tra telefonate e lunghe lettere poi Cristina sparì. Non rispose più al telefono e nemmeno alle lettere. La famiglia si era trasferita altrove e Gianni non riuscì a trovare nessuna traccia di lei.

Iniziò così la sua malattia, amava un fantasma, una donna svanita nel nulla.

Ci sono amori che scivolano addosso, che non lasciano segno alcuno. Non fu così per Gianni; lui portava segni indelebili, ricordi concentrati in quei giorni di amore assoluto, così scelse di continuare ad amarla quella sua malattia, quel corpo che aveva conosciuto, quei capelli che si allargavano sull’acqua quando lei nuotava.

Fece di più Gianni, le scrisse una lettera al giorno e conservò tutto in attesa di lei.

Si rividero dopo tantissimi anni nell’aula magna dell’università di …, Cristina assisteva alla discussione della tesi di suo figlio e Gianni faceva parte dei docenti.

Ancora provò quel tuffo al cuore, quella sensazione di rapimento totale guardando la causa della sua malattia e quando la vide avvicinarsi capì che anche lei l’aveva riconosciuto. Si salutarono come due cari amici ma quando Gianni chiese spiegazioni per quella scomparsa Cristina si turbò poi le passò il numero di telefono e promise che le avrebbe dato tutte le spiegazioni che meritava, infine si allontanò al braccio del figlio.

La chiamò l’indomani, incapace di aspettare oltre e quando lei iniziò a parlare Gianni si rese conto che tutto ricominciava.

Il trasferimento improvviso della famiglia ( il padre era un militare ) La scoperta di aspettare un bambino, la severità di un padre che non voleva che quella storia continuasse avevano minato quel meraviglioso amore.

Cristina non aveva avuto la forza di contraddire un padre che in cambio della sua obbedienza le aveva permesso di far nascere quel bambino e di farle continuare gli studi.

Gianni capì che il suo amore non era stato sprecato, quella che lui chiamava malattia era guarita miracolosamente. Cristina era lì, suo figlio era con lei e tutto poteva ricominciare.

Cristina s’impegnò a leggere tutte le lettere che Gianni le aveva scritto, Gianni si concentrò su suo figlio. Avevano una vita da raccontarsi, e un amore interrotto da recuperare.

la foto di copertina è di Antonio Tafuro, Alone di 22°

 

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Published inAmore

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