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Marinai

Come sei bella Agata; non so resistere ai tuoi baci!
Era davvero bella Agata, sarà stato l’amore per Giovanni a farla splendere come un diamante ma, anche lei si perdeva in quell’amore appassionato, fisico, totale.
Le mani di Giovanni erano dappertutto e lei si lasciò andare intanto che la luna, discretamente, spariva dietro una nuvola opportuna.
Si amarono così i due ragazzi senza pensare ad altro se non all‘attimo che i loro corpi si fusero in uno solo.
Quante promesse in quell’abbraccio totale? Agata si sentì amata e si abbandonò fiduciosa a quel ragazzo che le giurava amore eterno.
Appena il tempo di assaporare quei momenti poi, l’ansia, la paura, il disagio di aver trasgredito le regole.
Giovanni, ora, ha indossato la sua bella divisa da marinaio della Regia Marina Militare, sua madre se lo mangia con gli occhi, orgogliosa di quel figlio così bello. Il suo sacco è pronto, tra un ora dovrà imbarcarsi, la nave è già nel porto di M.
Agata attende, vorrebbe correre da lui ma non può; le due famiglie hanno stabilito che sono troppo giovani per sposarsi, dovranno attendere che la guerra finisca per fare progetti e pensare al futuro.
E’ a questo punto che la loro storia s’interrompe.
Da lontano, Agata, guarda la scia della nave che si affievolisce, l’acqua, nel porto di M. si chiude sui suoi sogni e su quell’amore giovane assaporato e perso.
La guerra è una brutta bestia e inghiotti Giovanni in quella oscurità che veniva definita con una parola sola; Disperso. le sue lettere non arrivarono più e di lui rimase qualche foto e una bambina con i suoi stessi occhi azzurri.
Agata fu una mamma sola con mille difficoltà in quel dopoguerra terribile. Mentre lei appassiva nei disagi e nelle difficoltà, sua figlia cresceva come un fiore.
Le due famiglie, quella di Agata e quella di Giovanni, fecero a gara per non fare mancare nulla alla bambina ma, quando cominciarono le domande, loro non avevano risposte da dare, di Giovanni s’erano perse le tracce.
Fu Agata che dipinse per lei la figura di un eroe, disperso chissà dove, partito e mai più tornato, per difendere il proprio paese.
Crebbe così quella bambina, con un vuoto dentro e un desiderio fisso; ritrovare suo padre, cercare notizie su di lui.
Il grande aereo atterra perfettamente sulla pista, lo sportello si apre e i passeggeri scendono svelti, tra di loro c’è anche Giovanni con la moglie e i tre figli. Niente divisa da marinaio ma indossa un completo sportivo elegante.
Tutta la famiglia si dirige agli uffici di noleggio auto e poco dopo si mettono in viaggio verso M. la città che Giovanni ha lasciato nel 1943.
Sono passati vent’anni. Quando sua madre apre la porta e se lo trova d’avanti, quasi le si ferma il cuore, poi vede la donna che le sta vicino e i tre ragazzi e capisce tutto.
Non era disperso Giovanni, semplicemente aveva tagliato i ponti col suo passato, a guerra finita aveva scelto di viaggiare per conoscere il mondo e, egoisticamente, non aveva dato notizie di se.
Un marinaio scadente, un innamorato irresponsabile, un figlio irriconoscente.
Intanto che lui racconta la donna realizza che suo figlio non è mai stato disperso ma ha approfittato di una ferita alla gamba per risparmiarsi i pericoli del conflitto. Furbescamente, si era imboscato in un ospedale dove la moglie, figlia del direttore di quel campo, faceva l’infermiera e si era fermato ad aspettare che la guerra finisse.
Ascoltando ,lei capì che quel marinaio di tanto tempo fa non era degno di tutte le lacrime che aveva versato, che il suo dolore e quello di Agata lui non li meritava e, soprattutto, non meritava l’amore di quella figlia nata dall’amore .
Tutto il dolore accumulato in vent’anni si trasforma in delusione e rabbia. La povera donna capisce che quel figlio che tanto ha pianto è solo un piccolo egoista e comprende che tocca a lei sistemare le cose.
Promesse da marinaio si dice, Giovanni aveva promesso di tutto ma, allo stesso modo, superficialmente, aveva dimenticato tutti.
Aspettò di essere sola con lui, la madre, non voleva umiliarlo d’avanti alla famiglia ma appena furono soli lo schiaffeggiò come quando era bambino e si comportava male poi lo pregò di andarsene, non prima di averle fatto firmare un assegno corposo per quella ragazza che tanto lo aveva aspettato.
Avrebbe trovato un modo per consolare Agata ma sua nipote non doveva sapere che razza di uomo fosse quel padre che credeva eroe.

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