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Minuetto

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La mia testa in mezzo alle sue cosce. Non chiedetemi altro. Solo questo voglio ora. Mettere la mia testa in mezzo alle sue cosce. Annusare, respirare, leccare, mordere. Col suo sapore dolce, di miele, e deciso, come un vino. La mia testa in mezzo alle sue cosce e sentire che si lascia andare, che spinge il bacino contro la mia lingua, le sue gambe si aprono a offrire più spazio al piacere, la sua mano sulla mia nuca forte che tiene, come a chiedere di continuare. In eterno. Lì, con la mia testa in mezzo alle sue cosce, ho trovato la mia casa.

Mi piace il suo modo infantile di guardarmi. Mi piace quando mi scruta. Mi sento desiderata. Ogni volta che posa gli occhi su di me sento che ha voglia di prendermi a morsi. Il suo sesso è Gonfio. Duro. Di quelli che danno una grande soddisfazione senza troppo impegno. La prima volta però no. Sembrava un bambino a cui avevano regalato un negozio intero di giocattoli. E nella voglia di possederli tutti, scappa, impaurito, confuso. Così lui. In quel momento avrei dovuto capire che non è mai stato solo sesso.

Cos’era la mia vita prima di lei? Un sereno susseguirsi di giorni. Non rimpiango nulla di quel tempo, ma quando svanirà questo nodo in gola che sento ogni volta che penso che lei non é mia? Riempio i giorni di impegni, combatto il senso di vuoto, guardo le finestre rubando riflessi ed ombre ai vetri che proteggono e nascondono e immagino una vita che non è mia.

Pensavo fosse un gioco. Incontri rubati alla monotonia della vita. Ma ad ogni suo bacio sento le mie difese venir meno. E mi accorgo che il mio passo si fa meno deciso. Dove sto andando così in fretta? Mi guardo intorno, vorrei urlare il suo nome. Ma il suono mi muore in gola. Io, spettatrice clandestina di una vita che mi scorre accanto.

Finalmente respiro. Chiudo gli occhi e lei è davanti a me. Non la tocco per paura che svanisca. Respiro il suo respiro. Profuma. Sfioro con il naso la sua pelle. Velluto, caldo. Mi inginocchio a lei. Sono schiavo. Devoto. Chiedo perdono per questa passione che mi travolge. Le afferro le natiche e sogno di entrare con la testa dentro di lei. Uomo che diventa bambino. Ricominciare tutto daccapo. Vivere e morire con lei.

Prendimi ti prego! Ogni volta che non facciamo sesso ti amo di più. Prendimi, usami per il tuo piacere e finiamola qua. Invece no, sento tutto il suo rispetto, il suo amore, il suo incanto, in questi gesti gentili. Mi sento di porcellana. Mi sento cadere in frantumi. Portami via, sono fragile. Ricostruiscimi tu, pezzo dopo pezzo. Come in quell’antica arte giapponese. Ho bisogno di sapere chi sono.

Qual è il confine tra sesso e amore? Quando la pelle arde nella mancanza. Quando il respiro si fa corto in attesa di un incontro. La cerco tra la gente. Mi sembra di udire la sua voce, mi volto. Lei non c’è. Ho ancora tra le narici il suo profumo. Sento il desiderio salire. Vorrei mangiarla, una volta e per tutte. Definitiva. Sento le sue mani calde su di me, che mi frugano il cuore. Sento la voce uscire dalla bocca. Dove sei? Dove sei dove sei?

Sono qui.

Ho bisogno di incontrarti, ancora. Concedimi un’ultima volta.

Non siamo fatti per questa vita. Noi siamo desiderio.

E allora dove ti vedrò?

Incontriamoci là dove i desideri prendono forma. Incontriamoci nel sogno.

Pubblicato inAmore

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