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Naufraga di una notte.

Stanotte ho camminato fino a raggiungere la piccola spiaggia del porto; era notte tarda, portavo i miei cani a godere di un po’ di fresco, gustandoci insieme una rilassante passeggiata notturna.

Il caldo è stato torrido oggi, per tutto il giorno, ma adesso si respira una lieve brezza e il profumo del mare entra nei polmoni affaticati dalla calura estiva.

Tutto intorno silenzio, in giro non c’ è più nessuno: non ci sono più le mamme che sono scese giù per portare i bambini a giocare in piazza e come le antiche comari di un tempo, si radunano in gruppetti a parlare tra di loro fitto,fitto, della scuola dei figli, del lavoro dei mariti, del costume nuovo che al mattino hanno comprato al mercato.Sono andate a dormire anche quelle coppie di coniugi un poco anziani, che passeggiando a braccetto da tutta la vita, si gustano un bel cono gelato al doppio gusto….

Ma, in me, echeggia la musica: esattamente come quando ero una quindicenne e, ogni tanto, bramavo di fuggire dal gruppo dei miei coetanei, per andare via, da sola con me stessa, a cercare luoghi isolati, per godermi appieno un tramonto oppure solo per ascoltare il rumore che faceva la risacca del mare quando la marea si alzava ed i pescherecci facevano ritorno controluce all’ orizzonte … alto in cielo li seguiva uno stuolo di gabbiani festanti e voraci.
Mi piaceva stare lì, ore vuote a pensare…E Anche adesso che ho cinquant’anni anni amo fare la stessa cosa .

Stanotte, nelle mie orecchie suonano gli accordi di Chi mai, una bellissima Melodia scritta dal grande maestro Ennio Morricone.

“…Chi mai, chi mi darà quello che ti davo
Un amore così puro,
Dimmi, chi ?
Chi mai ti amerà come ti amo ?
solo io solo io t’ amo …. e solo io ti do
Si, solo io, solo io …. chi?”.

Il cielo è incastonato di stelle, tante e brillanti, si vedono tutte le costellazioni: Orione, il Grande Carro, la Lira, L’ orsa Maggiore, il Cigno e immancabilmente …la più luminosa di tutte …la Stella polare.

Bello, bellissimo …volgere lo sguardo in alto, verso questa coltre scura e sgargiante come un elegante abito da sera.

Ho pensato all’ infinito , ho pensato un attimo a quanto sono piccola Io in questo infinito, a quanto siamo soli in questo infinito .

Accanto a me , sulla panchina si sono sistemati anche i miei due cani, il maschio ai miei piedi, sempre pronto a difendermi, custodirmi; al mio fianco, la piccola, la mia ombra.

Piace anche a loro questo vuoto: insieme ascoltiamo il rumore del mare, ci culla avanti e indietro , come una ninna nanna cantata con amore da una madre, al suo piccolino.

Vedere non vedo niente, perché è buio ma… quanto è bello questo momento di pace !
Il suono del pianoforte penetra dentro, dalla testa fino infondo all’ anima… mi piace la musica, mi piace immensamente , riesco a sentirla mia, parte integrante del mio essere, io le appartengo come lei appartiene a me …
Non so quante altre cose mi appartengano realmente nella vita: forse nessuna. Sarei un poco troppo presuntuosa a sperare che qualcosa, qualcuno , sia mio.
Forse i mei cani sono miei, perché mi amano in modo assoluto, totale; nella loro breve vita avranno solo me, un solo padrone .
Noi umani invece , nel corso della vita, più o meno lunga, di padroni ne incontriamo tanti, purtroppo.

Sto vivendo un attimo di pace e penso che, anche se piccolo, non si ripeterà più in questa immensa eternità: un momento di felicità e di assoluta irripetibile vaghezza.

Questo infinito, questi interminati spazi, questi sovrumani silenzi, come scriveva Giacomo Leopardi, possono fare paura: ma quanto è dolce naufragare in questo mare !

Published in50 anni

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