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Nell’isola della poesia

Bucherò il cielo solo per raggiungere la luna. Un regalo lungo come un arcobaleno, che collega le sponde dei nostri mondi. L’ho sempre incontrata sul riverbero che mi regalava su queste acque scure. Guardandola dall’isola del pudore, l’ho sempre vista troppo rotonda e troppo bianca, quasi l’unica particola da ambire a guisa di medaglia, per una vita vissuta da conformista. Ma non ce la faccio ad essere un bravo ragazzo e conformista non lo sono mai stato. Una barca di carta, una penna per remo e via per mare. E da quell’isola ad altre cento per attracchi disperati, alla ricerca di acqua dolce e di frutta fresca che mi consentano di attraversare quel riverbero lungo mille vite. Oggi però dopo aver gettato la mia rete di sogni, intrecciata per catturare qull’unica sirena, che potesse cantare una serenata a quell’immenso occhio di luce, lei si è tuffata in questo mio andare. Ero nell’isola della poesia è così mi sono ritrovato a stringerla a me. La luna non è bianca, è rosa come questa sabbia, riflette il più azzurro dei mari, ha una bocca fresca come acqua di sorgente, profuma di stelle. Ho lasciato cadere così la mia rete di sogni e mi sono ritrovato ad essere il suo amante e lei il mio più grande amore. Ma come succede sempre, gli amori hanno ali anarchiche e volano via ai primi bagliori del giorno, per poi tornare a cullare le speranze e i tramonti di giovani vecchi. Ma io non lascerò che questo si ripeta all’infinito, non voglio che questa spiaggia rosa veda solo qualche rara eclissi come atto d’amore del mio universo. La mia barca di carta ha ora come vela le ali di Pegaso ed allora prora a dritta verso l’alto, ho una penna pronta per bucare il cielo.
(il Nautiere)

la foto è dell’Autore

Pubblicato inPoesia

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