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Non c’è una fotografia

No non c’è una fotografia che possa ricordare quel giorno.

Ma come una serie di flash ravvicinati, sono impressi nella mia memoria quegli attimi, quelle ore che ricordo luminose.

Un giorno di quasi estate, Milano e il suo sole di città, caldo e persone nelle strade. L’attesa della metro e avevo mille occhi intorno da guardare, si aprivano le porte di quel treno di ferro che era anche la mia vita. Correva quel vagone mentre trasportava mani, teste piene di capelli, corpi chiusi nelle giacche, gambe affusolate di donne ed io aggrappata a quell’unica maniglia.

E poi uscire in quel mattino, un viale alberato con un nome da isola rocciosa, ispida Corsica, un tram che non porta al mare e un bus che veloce si ferma in aeroporto .

Un piazzale assolato è un gruppo spaesato, chiassoso, ma intimidito incontro ad un futuro appena accennato. Eravamo dieci, forse dodici giovani donne e giovani uomini, ognuno col suo personale bagaglio di attese, di domande, fermi aspettando quello che sarebbe stato. Pietro un ragazzone moro, timido nel suo bianco impermeabile, l’eterna sigaretta fra le dita osserva da lontano. Angelo, Salvatore, il buon Mariano, il bello del gruppo Fabio e le ragazze Patrizia, Maria Antonietta. Forse dimentico qualcuno, perdonatemi è il tempo che passa…è passato un bel po’ di tempo, vicende, fatti e qualche misfatto, rammento di tutto e di tutti , porto con me nel mio treno della metro di Milano quello che mi ha fatto crescere, cambiare e adattarmi . Porto con me le esperienze, gli incontri, le amicizie, conservo ridendoci su anche le scaramucce e gli scontri. Fra qualche ora sarò ancora lì, sul piazzale assolato, qualcosa è cambiato o forse no.
Carla16giugno2022

Pubblicato inGenerale

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