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Non fa freddo a Milano

Vincendo ogni ritrosia, senza guardare e senza prendere nota, composi sul telefono un numero a caso, quanto bastava per il prefisso ed un numero di Milano.

A Milano non fa freddo, ma quel Natale del “62” fu triste e freddo.

Aveva nevicato tutto il giorno e la notte prima. La stanzetta dove dormivo da solo era particolarmente umida e tristemente disadorna.

 “Pronto?” dissi con emozione e tristezza.
“Pronto sono Giovanna” – rispose una Signora avanti con gli anni.

Iniziò così la telefonata più affettuosa della mia vita e si protrasse credo per ore.

Fu la conversazione tra un ragazzo solo nella immensa Milano ed una Signora di una certa età più sola ed abbandonata di me.

Con voce tremante cominciò:

“Ma è miracoloso, due persone che non si conoscono e che stasera non sono fuori a festeggiare, per caso, per un caso fortuito e raro si incontrano per telefono per sentirsi meno soli”.

Era vero. La mia prima volta lontano da casa e senza i miei genitori in una città che ti faceva sentire privo di affetti e lontano da tutto ciò che era stato, fino pochi mesi fa, il tuo mondo.

Fu la solitudine e la convinzione – sbagliata – che la città sopportasse poco o niente la mia presenza.
Ci dicemmo cose che si dicono una madre ed un figlio, cose che mi parvero dolcissime.

Lei si comportò come una mamma affettuosa ed io come un figlio devoto.

A Milano sembrò che quella notte, quasi per incanto, non facesse più freddo.

I figli della Signora Giovanna l’avevano abbandonata ed io mi comportai come il migliore dei figli. Le sue parole con inflessione ambrosiana, alle mie orecchie per la prima volta, parvero intime, familiari, cariche di affetto.

Avevamo iniziato la conversazione con timidezza, poi ci fu, da entrambe le parti, qualche lacrimuccia, alla fine un gioioso compiacimento e molte risate.

Prendemmo sempre più confidenza fino a quando cadde la linea e la nostra amabile conversazione terminò con mio rammarico – e penso – anche con quello della Signora Giovanna.

Non avevo preso nota del numero telefonico e non fui mai più in grado di mettermi in contatto con lei.

Quella meravigliosa notte di Natale a modo mio fui felice.

Fuori aveva smesso di nevicare ed una timida luna illuminava e rendeva la strada ed i tetti bianchi, canditi,brillanti.

Milano aveva messo il suo abito più bello ed ebbi la certezza che quella notte a Milano non facesse freddo.

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