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Nonna Renata

Di quando ero piccola, ho molti ricordi: ad esempio ricordo gli abbracci interminabili di mia madre che sembrava quasi non volesse lasciarmi andare più, ogni volta che tornava da un suo viaggio di lavoro.

E poi ricordo il tuo, che aveva un odore speciale e forse, se possibile, ancora più forza.

Nei ricordi d’infanzia trovano posto tante cose, tanti luoghi: ci sono strade, cancelli, portoni e case che ciascuno di noi trattiene nella propria mente perché da lì è passato tutti i giorni, perché in quei luoghi ha vissuto buona parte della sua giovinezza.

Anche se non ci pensiamo costantemente, i ricordi sono sempre pronti a riaffiorare, aggrappandosi al nostro cuore come se fosse il loro salvagente.

Quello che mi viene in mente quando ti penso, Nonna, sono mille piccole, grandi cose: sono i giorni di festa ed i giorni comuni, sono i giorni in cui ero malata, le passeggiate insieme, e tu fiera di avermi per mano, la merenda che immancabilmente mi hai preparato per anni quando al pomeriggio studiavo, ricordo le cene improvvisate sul divano, con latte e biscotti, mentre guardavamo la Tv.

Ricordo di quando dormivo a casa tua, quando nonno e mamma erano via per lavoro, ed io venivo di corsa nel tuo lettone, e poi per addormentarmi stringevo forte la tua camicia da notte in una mano: avevo paura che qualcuno mi portasse via da te.

Cara la mia bellissima nonna, che forse ti ho data troppe volte per scontata: come quando mi venivi a prendere a scuola, come quando mi facevi il bagno alla sera, soffocandomi con il borotalco, che tanto detestavo, al contrario di te!

Ho considerato normale che mi difendessi da qualsiasi cosa di brutto potesse capitarmi, fosse anche soltanto una sbucciatura, cadendo di bicicletta.
Ricordo la mia prima cotta e di come tu te ne sia subito accorta. E allora, in un momento di confidenza tutta al femminile, mi hai raccontato della tua storia d’amore con nonno: di quando vi eravate fidanzati, di quanto eravate giovani.

Eppure non voi siete mai separati: mi domando sempre come abbiate fatto, come sia stato possibile rendere un sentimento tanto fugace un qualcosa di tanto lungo e duraturo.

Sei stata davvero brava: ti sei sempre presa cura di me e mi hai educata in maniera un po’ dolce e un po’ severa.
Quel che più conta, mi hai fatto sentire la nipote più amata dell’universo.

Ricordo che ti ho abbracciata infinite volte.

Sono certa che ti riabbraccerò tante altre volte ancora, quando ne avrò nuovamente la possibilità. .

Pubblicato inAmore

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