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Nuda

Mi piace ancora camminare nuda davanti a lui. Non solo più per i nostri giochi erotici, ma nella quotidianità del giorno per giorno.
Ed è molto bello farlo quando Lui è in casa.
Si accorge sempre che sono o sto per esser nuda: come se avesse delle antenne speciali e, puntualmente, vedo che alza lo sguardo verso di me, mi scruta, si concentra sui seni e sul culo e poi sorride.
Beato e sornione.
Qualche volta se ne esce con un “però!”.
So che si concentra molto sui miei seni che rimangono attraenti: grandi, tondi e con capezzoli scolpiti sulle aureole di un tondo perfetto.
Non ho mai sentito vergogna o inibizione a camminare nuda.
Non solo davanti a lui. Non dipende dalla nostra intimità.
Piaccio agli uomini. Sono sempre piaciuta. Soprattutto ne sono stata sempre convinta.

La nudità esibita è sempre una promessa.

Prima di Lui, con altri uomini, era una promessa accettata al volo. Con Lui non c’è mai stato niente di scontato, prevedibile e soprattutto immediato. Alle volte riprende semplicemente a fare quello che stava facendo. Oppure capita  che si guarda intorno in cerca di candele da accendere e strumenti erotici per corredare la stanza e far sesso. Più spesso rimane muto e mi fa capire che la promessa è accettata ma dovrò fare io, caso mai più tardi, la prima mossa.

Ma è proprio questo che me lo fa amare “come una pazza”:  così che dico a tutti quelli che, in questi anni, mi hanno chiesto perché avessi accettato di cambiare la mia vita, di tagliare radici e amicizie, di farmi travolgere dai suoi sogni, di rimanergli accanto nonostante tutto, sfidando convenzioni e fregandomene di giudizi e dicerie, accettando la precarietà e l’incertezza del domani.

Quando sono nuda davanti a lui sono felice.

Sono felice del suo sguardo gioioso. Del mio sentirmi libera e amata. Semplicemente amata.

L’amore è una cosa semplice.

Come la nudità.

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, cammini di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

Pablo Neruda

 

Pubblicato inAmore

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