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O’ panaro

Calate o panaro. Così ogni giorno a Napoli arriva la spesa a domicilio. Prima dell’Esselunga a casa, prima di Amazon, prima di chicchessia corriere espresso.
Il paniere scende dondolando nel vuoto, a volte anche dai piani più alti dei palazzi e raggiunge il venditore che vi depone la spesa: frutta, verdura, carne e salumi. Ma a volte il paniere serve ai familiari per far arrivare a chi si trova in strada qualche oggetto dimenticato gli occhiali, la sciarpa o le chiavi dell’auto. Il rito del panariello si ripete sempre uguale, nel rispetto della tradizione ogni giorno come veicolo di antichi gesti, di scambi, messaggero di fragranze, portavoce di un popolo.
Calate o panaro e lui deponeva la sua lettera, ogni giorno le sue poche righe, ma vergate a mano per Nennella. La ragazza del suo cuore, bella come un raggio di sole. Nennella sporgeva il panaro e si sporgeva a guardare l’amato Ninnillo, occhi di nero carbone che le avevano incendiato il cuore. Si amavano da quando erano bambini, un amore unico e puro aspettando un giorno di vivere insieme. O panaro portava da su a giù i sogni e i sospiri degli innamorati, in quelle lettere tutte le promesse, i baci , le lacrime per amore.

Pubblicato inAmore

2 Commenti

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Fresca, leggera e accattivante. Brava Carla, sempre meglio!

  2. Carla Bisogno Carla Bisogno

    Grazie Pier!

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