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Decise che era giunto il momento.

Decise di sporgersi. Di aprire la finestra tenuta chiusa per troppo tempo. L’aria fresca e nuova fragorosamente stordì l’atmosfera rarefatta della tranquillità del nulla; dell’essere immobile, dello specchiarsi. Sporgersi era la vera sua rivoluzione ed evoluzione: tornava a respirare odori diversi, a vedere colori diversi e ascoltare silenzi diversi.

Si scoprì nuovamente timido, di quella timidezza che solo l’inscura adolescenza regala.

Quando ti fa passare alla sfrontatezza per paura. E ruppe il patto di non belligeranza col suo cuore, chiuse il capitolo dei ricordi e riapri il diario sul quale riscrivere pagine di vita nuova.

Basta tramonti struggenti, solo albe di speranza accarezzate con l’incoscenza della gioventù.

Se ne accorse immediatamente il fido Samuel : quando lo vide lucidarsi le scarpe con il panno di lana da anni chiuso nella scarpiera.

Lo vide cambiare gli occhiali, scegliersi una delle camicie bianche da anni stirate e profumate con la sua colonia alla lavanda inglese e riposte in ordine millimetrico nell’armadio…. lo vide pettinarsi gli ultimi capelli rimasti …. non lo faceva più con tale impegno da tempo immemorabile…..il primo affaccio non fu trascendentale, non si sentiva più in sintonia con quel mondo.

Era fuori tempo. Doveva rimettere le lancette del proprio orologio in linea col tempo. Perché le sue ore erano diverse e differenti, il suo tempo scorreva troppo lentamente….lo interruppe il battito del suo cuore che dalla finestra si era sporto anch’esso e batteva all’impazzata.

Si sentiva un po’ come Cephas di Betsaide: inquieto per l’incapacità di trovare la via sapendo comunque di dover iniziare il viaggio. In questo stato di altalenanti sentimenti si fece coraggio e si sporse,timidamente, alla finestra ancora non completamente aperta; il davanzale esterno gelido ed incrostato da detriti di ogni natura che altri, incuranti, nel tempo gli avevano gettato sopra portandolo a serrare la finestra e le imposte per tutto quel tempo.
Un timido sole autunnale tentava di farsi spazio fra le nuvole , per la prima volta riuscì a ridefinire la scala dei grigi con la quale le nuvole avevano giocato quella mattina. Provo’ a dargli un nome: ad ogni singola nuvola stava assegnando un nome che nei ricordi compariva spesso. Uomini e donne ne facevano parte, legati da eventi belli e fatti deprecabili e questo lo aiutava ad assegnargli la nuvola più o meno scura.
Samuel, come sempre, preparò il caffè ed era questa la liturgia principale del mattino, doveva assolutamente usare la vecchia moka Bialetti che aveva preso alla madre tanti anni prima, ed ogni volta che Samuel arrivava col vassoio contenente i tre piccoli bicchieri in vetro infrangibile due con il caffè per loro due ed uno con il latte freddo col quale lui era uso allungare il suo.
Antico rito che lo riportava alla gioventù casalinga e pensava come un profumo, quello sprigionato dalla moka in ebollizione, potesse evocare un rincorrersi di ricordi dolci e felici.
La sua era stata una giovinezza spensierata e felice in una famiglia unita e con valori morali di base forti e condivisi. L’onestà, la trasparenza e la solidarietà erano la legge che il padre e la madre gli avevano trasmesso.
E seppur con qualche sciocco rimpianto alla domanda che gli poneva la sua coscienza ogni sera “sei stato onesto oggi?” Poteva sempre dare la stessa, identica risposta “Sì”.
Nel mondo su cui aveva chiuso le finestre questa non era una qualità quanto una sciocca consuetudine e tra l’altro pensavano che lui parlasse bene, ma – come loro – razzolasse male. Invece, pur avendone avute mille occasioni, mai aveva ceduto al guadagno non proveniente dal suo lavoro. Non era un francescano, assolutamente, aveva avuto i suoi grandi vizi e le sue dispendiose passioni, ma aveva sempre fatto fronte con i propri averi.
In questo, avere in famiglia che lo sosteneva, gli aveva dato la forza dell’indipendenza della sfrontatezza di dire sempre ciò che pensava veramente. Ne aveva pagate le spese, salatissime per il mondo effimero che aveva chiuso fuori ma che lo sostenevano nelle serate buie e piovose……(continua)
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