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Om de Mer

Chi l’ha detto che le idee geniali vengono solo da chi è nato creativo o ha studiato sui libri per anni per diventarlo? Le idee geniali nascono ovunque.

Prendi un paesino della provincia di Padova, un gruppo affiatato di ragazzi, i più vecchi dei quali poco più che trentenni, una sera d’estate del 2011 “una sera come tante altre – dice Marco –  ci vediamo a casa di un amico, una birretta, tante parole, si discorre delle nostre passioni, a tutti piace correre, molti vanno in bicicletta.” In sottofondo la radio suona il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi…, e quella sera quei ragazzi fanno il botto!

Ma andiamo con ordine. Samuel racconta che l’anno prima, sull’onda di Padova, dove avevano da poco inventato Corri X Padova, un modo per far conoscere le zone e le strade meno frequentate della città e illuminare della presenza gioiosa dei podisti quelle più malfamate, loro avevano pensato a Corri le mura, appuntamento settimanale a Montagnana, tutti i mercoledì alle 20.30.

Corri le Mura, niente di più giusto, niente di più naturale, niente di più cool, per Montagnana, che si contraddistingue dalle decine di borghi, paesi, contrade e cittadine di origine medioevale sparse in Italia proprio per quelle Mura, la cinta muraria che racchiude 24 ettari di terra abitata con un perimetro di circa due chilometri, praticamente intatta dal cinquecento.

Inventando Corri le Mura, quella comitiva di ragazze e ragazzi diventa un’associazione, ma cambia poco nel modo di procedere senza reti, guidati dalla voglia di vivere.

Noi tutti amavamo lo sport! Ma era lo sport a non amare tantissimo noi!” dice Andrea C. sorridendo con ironia. Sì perché l’ironia è il sale della vita. “Quella sera ci siamo messi a pensare a qualcosa, a qualche sport, che fosse a misura nostra.” Continua Andrea M. “scherzando arriviamo a parlare del Triathlon nella sua massima espressione, quella detta degli Iron Man, Uomo di Acciaio. Ecco: facciamo quello! E giù a ridere tutti e qualcuno sulla voce ribatte, altro che uomo di acciaio, al massimo possiamo fare l’uomo di mare, anzi l’Om de Mer“. E giù ancora risate, in quel clima goliardico e coinvolgente che contraddistingue questi ragazzi. Ma dalla risata al guardarsi negli occhi consapevoli dell’idea geniale appena prodotta, il passo è breve.

Nasce così l’Om de Mer: la disciplina più difficile – tre specialità in un’unica gara – organizzata in maniera unica, non convenzionale, non come gara ma come attività ludico-motoria, “a misura nostra” come dicono tutti.

Certo – continua Filippo – il nome era un po’ difficile da presentare. Immaginate le facce del Sindaco, delle Forze dell’Ordine, del pubblico in genere, di fronte a quell’evidente doppio senso, quasi fosse uno sberleffo. Si era pensato anche a qualcosa di più serioso, compassato, grigio – tipo Sculdascia – ma non era da noi, non ci rappresentava, noi eravamo gli Om de Mer. Punto e basta. E siamo andati avanti così.

Andrea M. ci tiene a sottolineare la serietà del progetto: “Il nostro è un vero triathlon, prevede una frazione di 250 metri di nuoto, una frazione di 12-14 chilometri in bicicletta ed una frazione di corsa di 5 chilometri.

Nata l’idea, chiesti tutti i permessi, ottenuta la possibilità di correre la frazione di nuoto nella piscina di un paese vicino, Casale di Scodosia, Om de Mer viene riconosciuto dalla FIASP (Federazione Italiana Amatori Sport Popolari) che garantisce l’assicurazione ai partecipanti.

Cosa distingue il triathlon goliardico da tutti gli altri triathlon?

Alla fine di ogni frazione c’è l’opzione birra: mezzo litro di birra ghiacciata che, se bevuta tutta, concede cinque minuti di abbuono sul tempo complessivo finale. A questo fine sono allestiti “punti ristoro”, sorvegliati da giudici di gara, che offrono, al partecipante che prende la birra, anche fave, fiocchi di mais o arachidi.

È un modo per riequilibrare la classifica finale ed è sicuramente quello che rende unica la manifestazione di Montagnana.

La frazione di nuoto prevede la partenza di 50 atleti ogni 12′ ed i giudici controllano che ciascuno tocchi il bordo dieci volte. Ma non è obbligatorio saper nuotare, è consentito anche quello che Andrea M. chiama “lo stile granchio” ovvero muoversi attaccati al bordo piscina, purché non vengano usati boccagli o pinne.

Quindi va bene anche il granchio ma purché ci sia il baffo. Questa è un’altra caratteristica della gara: il baffo è obbligatorio per tutti, uomini e donne. Alla prima edizione, quella del 2012, partecipano 36 atleti “tutti con la loro tenuta sportiva” e con il baffo. C’è un unico accenno di goliardia: un atleta che indossa la maglia di Superman e che l’anno successivo indosserà anche il mantello aprendo la via a quella che è la vera essenza della manifestazione inventata dai ragazzi di Montagnana.

Già dalla seconda frazione, infatti, quella in bicicletta, che vieta l’uso di biciclette con cambio o a scatto fisso, esplode la creatività dei partecipanti che, a coppia o a gruppo, esprimono il loro modo di esserci.

È un’esplosione di colori, di travestimenti, di gioia. C’è chi è travestito da lattina di birra, coppie di fenicotteri, gruppi di Ghostbusters. E poi Village People, Robot di ogni genere, Baywatch, Flintstones, Super Mario, Vichinghi, Indiani, bagnini e supereroi.  La fantasia non ha confini.

Naturalmente è il regolamento stesso a spingere i partecipanti ad assumere vestiario, accessori ed espressioni particolari ed i più originali possibili. Infatti, sono previsti premi per: il miglior baffo, la migliore bicicletta, la migliore coppia ed il miglior gruppo.

Quella dei premi è la cosa più spiritosa: oltre al baffo, bici, coppia e gruppo, è prevista una classifica in base ai tempi complessivi (bonus birra compresi) e premi ai primi tre uomini e alle prime tre donne.

Naturalmente ci sono i premi più ambiti: il premio per l’Om de Mer e quello per la Femme de Mer. Questi sono scelti, ad assoluta discrezione, dai saggi: che non si sa chi siano, dove siano e quando siano effettivamente in attività come giurati ma che daranno il premio a chi mostra di essere stato più in sintonia “con lo spirito della manifestazione”.

In cosa consistono i premi per le varie categorie? In un cactus, ovviamente! Per l’Om de Mer invece il premio è una cassa di birra ed il privilegio di custodire fino all’edizione successiva una specie di “coppa di campioni” ovvero un boccione di vetro con al suo interno una lattina di birra “argentata dal nostro carrozziere di fiducia” con la firma autografa degli atleti partecipanti alla prima edizione.

Nell’ edizione del 2012 furono 36. Nella seconda 130, dalla terza in poi l’Om de Mer ha richiamato sempre più iscritti e partecipanti: nelle ultime tre edizioni il numero è stato contenuto in 450 e si è creata una lunga lista di attesa nonostante le iscrizioni online fossero aperte senza preavviso e chiuse in pochissimo tempo. Per quella del 2019 sono state accettate 500 iscrizioni su un totale di mille richieste.

Da dove vengono i partecipanti? “Abbiamo avuto un gruppo da Leicester ed un altro dalla Sicilia” dice Filippo “ma senza pubblicità, solo tramite il passaparola tra amici. Per il 2021 stiamo pensando ad una golden edition con 1000 partecipanti ma che richiederà un’organizzazione molto impegnativa.”. Le idee geniali sono virali!

Siamo stati aiutati fin dall’inizio da molti ragazzi che si sono avvicinati a noi attraverso Corri Le Mura. Possiamo contare su una lista di più di 100 persone. Siamo stati affiancati fin dall’inizio dalla Pro Loco e dal Comune di Casale di Scodosia e naturalmente dal Comune di Montagnana e dal suo personale, prezioso per lo svolgimento regolare della manifestazione senza intoppi o incidenti di sorta.”. Le idee geniali sono contagiose!

 

Ormai, e da anni, l’Om de Mer è un evento che coinvolge non solo Montagnana ma anche Casale di Scodosia e tutti coloro che abitano fra i due paesi nel tragitto che viene percorso nella frazione in bici. Fin dalla mattina presto, infatti, ai lati di quei dodici chilometri, si posizionano vecchietti con la loro sedia in attesa di vedere gli atleti e si organizzano “punti ristoro spontanei” che crescono di edizione in edizione di numero, entusiasmo e qualità dell’offerta.

La sera prima della gara si tiene l’Om de Mer Village in una piazza di Montagnana o lungo le mura. È l’occasione per dare il pettorale ed un pacco-gara a ciascun partecipante, fare festa con musica ed allegria. Il pacco-gara, ambitissimo, contiene la T-shirt originale di quell’edizione ed una serie di gadget originali, unici e non convenzionali.

Tutta la manifestazione si regge sul lavoro volontario e sulla quota di iscrizione di 25 euro. È sponsor free – lo sottolineano con orgoglio – e fa anche gola: “ci hanno chiesto di vendere il format ma noi abbiamo rifiutato. È una cosa nostra e tale deve rimanere.”. Le idee geniali sono custodite con orgoglio!

L’Om de Mer è una festa collettiva, ma anche un’occasione per far avvicinare allo sport le persone attraverso una modalità leggera, non competitiva, ironica e senza stress. L’appuntamento per l‘Om de Mer è fissato ogni anno per l’ultima domenica del mese di agosto, ma già dall’inizio del mese si vedono tante persone che vanno ad allenarsi. Così come in tanti vanno dal barbiere per curare il baffo per renderlo, quello sì, competitivo.”

A raccontarmi tutte queste cose c’erano quasi tutti i ragazzi che hanno inventato l’Om de Mer: quella comitiva di amici che ha dato vita all’associazione Corri le Mura e che adesso ne compone il direttivo. A prendere la parola sono stati cinque di loro ma tutti hanno risposto alle mie domande, con lo sguardo, sorridendo, aggiungendo qualche parola, facendo qualche battuta a mezza bocca, tutti attentissimi. Poi, verso la fine, sono arrivate Silvia con i suoi bimbi, Andrea e Riccardo, e Sonia con la piccola Sara.

Ci volevano essere per completare la “famiglia”.

C’è il cuore là dentro. Lo senti palpitare. Questo è il loro segreto: metterci il cuore, prima ancora della fantasia, dell’anticonformismo, della passione per lo sport.

E quando c’è il cuore qualsiasi traguardo è a portata di mano.

Perché il cuore arriva a vedere luoghi che alla mente sono preclusi.

Ringrazio il direttivo dell’Associazione Corri Le Mura:  Andrea Cogo, Elena Fabris, Marco Giacomelli, Anna Mancini, Emanuele Marcolongo, Andrea Missaglia, Silvia Pieropan, Samuel Rosante, Gimmj Visentin, Sonia Voltolin, Arianna Zanellato, Filippo Zanini

Published inTempo libero
  1. Monica Monica

    “Om de Mer”,sta diventando un’istituzione per noi montagnanesi,ed è giusto valorizzare questi ragazzi che s’impegnano a fondo per organizzare un evento che ogni anno cresce sempre di più e che insegna il sano divertimento,associato allo sport.
    Grazie di averlo raccontato così appassionatamente!

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