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Pagina bianca

Sono stesa sul letto, mi riposo un po’, prima di riprendere il faticoso lavoro.
Posso scrivere qualcosa, come spesso mi capita, per rilassarmi.
Una pagina bianca mi interroga, mi guarda.
D’improvviso mi manca il respiro.
Trattengo l’aria, poi la espiro piano, contando fino a dieci.
Mi guardo intorno, lì dove manca l’ossigeno.
Il pensiero è annebbiato, non ho più niente da dire.
Apro la finestra e ritrovo il mio cielo, quello grigio del Polesine, quello uggioso dei campi, quello umido, denso.
Giro l’angolo, per lasciare la stanza che opprime.
Prendo il piumino, il cappello ed esco ad immergermi nell’imminente imbrunire.
Il parco, dominato dall’antico campanile, rimanda un profumo dolce di foglie bagnate.
La vecchia porta delle mura è aperta. L’attraverso, fino al bar dove bere l’ultimo caffè.
Qualcuno c’è ancora.
Odori di cioccolato e panna, di yogurt, di tisane speziate.
Teresa è la, come ogni domenica, a racimolare qualche soldo e continuare a studiare.
I capelli raccolti in un turbante nero: ha più fascino del solito.
Movimenti consueti, il solito sorriso.
Mi sento forte, i polmoni finalmente espansi, la gioia dell’aria fredda sulle guance.
Camminare, camminare, debellare la pagina bianca, comprimere l’angoscia, deviare il pensiero.
La realtà, quella che posso toccare, vedere, odorare è la mia pagina scritta.

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Published inLuoghi
  1. Franco Franco

    Dici che è possibile?

  2. Lulamae Lulamae

    Penso che la realtà sia l’unica cura per chi ama troppo il pensiero.

    • PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

      Mi sembra che il tuo commento colga nel segno. Innamorarsi di sé o del proprio pensiero o delle proprie elucubrazioni trova l’antidoto nel vivere la vita, ovvero nella realtà. Naturalmente se si vuole trovare l’antidoto o curarsi perché in qualche occasione l’impatto con il reale può essere temibile e fare paura. La pagina bianca è una sfida. Quando scrivo l’aggiro e mi metto a scrivere solo quando (e questo in genere avviene di notte) ho già formulato nella mia testa le parole dell’incipit e prendo a scrivere solo quando mi è apparsa nella mente la frase della conclusione. La pagina bianca contiene un esame di sé. E’immergersi nell’atto finalizzato a mostrarsi. Reggerà il tuo pensiero al primo esame: quello della scrittura? o tutto apparirà un delirio sconclusionato ? è molto arduo varcare la soglia del timore e del senso di inadeguatezza rispetto al proprio pensiero.

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