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Paolo e Francesca

Sinossi
Un regolamento di conti,i protagonisti sono stati amanti felici ma lei lo ha tradito per anni.

Pomeriggio di fine estate, afoso e pieno di nuvole.

Entra nella libreria e lo investe il fresco del condizionatore.

Dietro al bancone una donna dall’aspetto giovanile è indaffarata a mettere ordine nello scaffale alle sue spalle.

Ha un corpo morbido esaltato dalla linea sensuale di un abito fasciante.

Lui gira tra i ripiani, con le mani in tasca e sembra non soffermarsi su nulla. Poi si volta di scatto, la commessa lo guarda e come riconoscendolo esce dal bancone e gli va incontro. Paolo! Francesca!

Si abbracciano e cominciano una conversazione fitta ed animata.

Sembra che si conoscano da sempre e parlano delle loro vite. Intanto si sono appartati in un angolo del negozio e conversano amabilmente per un po’.

Poi lui esce dopo che si son dati appuntamento per l’ora di chiusura. Francesca riprende il suo lavoro e intanto nel negozio entrano altre persone per acquistare. Alle 19 Francesca si appresta ad uscire, si guarda nella vetrina, riavviandosi i capelli con le mani, si aggiusta il vestito e prende la sua borsetta.

Attraversa la strada mentre comincia a piovere, cerca di ripararsi con un giornale ma ecco che si avvicina Paolo.

La copre con un ombrello e in silenzio di colpo le pianta un coltello nel cuore. La pioggia aumenta e la donna senza un gemito si accascia sulla strada già bagnata dal temporale.

L’uomo protetto dall’ombrello in pochi minuti scompare alla vista. Nella pozzanghera cade un libro Paolo e Francesca, gli amanti di Gradara.

Pubblicato inConcorso

4 Commenti

  1. Paolo Altinier Paolo Altinier

    ‘Sarò una vecchia nel mio paese’ è un racconto molto bello. Quest’ultimo ‘Paolo e Francesca’ è un grosso passo indietro. Lugubre, ed enfatizzante fatti sinistri contro donne, in sintonia con altri racconti scadenti di questo concorso.

    • PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

      Gentilissimo lettore, ti ringrazio per la tua assidua frequentazione delle pubblicazioni di Contame e per il tempo che ci dedichi nel rivolgerci apprezzamenti e critiche La critica anche spietata è il lievito per la crescita di una qualsiasi attività editoriale
      Nel caso della critica allo scritto di Carla e più in generale ai brani in concorso mi sembra che avresti dovuto considerare che alla base di questa “sfida” c’era la volontà di misurarsi con un genere nuovo per molti autori e quindi i suggerimenti migliorativi avrebbero dovuto essere puntuali e circostanziati. Non è stato così: hai preferito “avvilire” piuttosto che correggere. Sono certo che puoi fare di meglio. Riprovaci

  2. Paolo Altinier Paolo Altinier

    Caro amico, si vede bene che non hai fatto il militare. Infatti in questo ambito si insegna che ciascuno deve parlare per se stesso, per garantire chiarezza e responsabilità individuale. Questo principio evita malintesi e responsabilizza ciascuno ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e parole. Questo vale anche per il mondo del lavoro. Ma tu hai voluto fare l’avvocato difensore, stando seduto sul tuo scranno di…di cosa? La signora in questione credo sia capace di difendersi da sola, senza le tue interferenze.

    • PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

      Gentilissimo, è evidente che non hai avuto modo di leggere con attenzione la mia risposta . Mi riferivo a questo passaggio del tuo “scritto”: “Lugubre, ed enfatizzante fatti sinistri contro donne, in sintonia con altri racconti scadenti di questo concorso”.

      Il tuo sommario giudizio – che naturalmente non condivido affatto – si riferiva al complesso degli scritti partecipanti al “concorso”. Come promotore del “concorso” sono viceversa soddisfatto del risultato perchè alcuni brani mi sembrano buoni esempi del “noir”, genere che come senz’altro sai si caratterizza proprio da un mood lugubre e violento.

      Non ho fatto “l’avvocato difensore”, non sono “seduto su alcuno scanno” e “non ho fatto il militare”, condizione questa che a tuo modo di vedere diminuisce le mie facoltà interpretative delle cose del mondo. Mi sembra, però, evidente che tu non sia percorso da alcuna volontà collaborativa o dialogativa e non sia intenzionato a lasciare un saggio delle tue capacità letterarie. Di conseguenza, con rammarico, ti saluto augurandoti una giornata serena.

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