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Paolo e Francesca

 

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante”

Paolo e Francesca, INFERNO, CANTO V

Un libro dalle pagine sgualcite tra le mani bianche e affusolate di lei, Francesca seduta al suo scranno nella penombra della stanza. Quella è la sua stanza da letto con le finestre adorne di pesanti tende di broccato, elegante il grande letto a baldacchino a ridosso della parete spoglia. Lei legge quel libro che narra degli amori della regina Ginevra e di Lancillotto, suo fedele innamorato che la amerà fino alla morte di entrambi.
Il destino volle che Francesca, già sposa di un uomo vecchio, s’invaghisse del giovane Paolo, fratello del marito. Le due teste chine su quel libro, che infervorava l’animo e destava passioni mai sopite, presto li condusse a consumare i loro ardori. In cenere grigia peri quel loro folle amore, quando la spada del vecchio tradito, attraversò gli amanti trafitti insieme , entrambi giacquero vittime della violenta morte .

25marzo Dante dì

Pubblicato inAmore

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