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Parmigiana di melanzane.

Mi scrivi che sei a Napoli…
Che meraviglia! Sono felice per te!
Pausa pranzo, dopo il Museo Archeologico Nazionale: parmigiana di melanzane!
Le hai mangiate con me, la prima volta, a Roma, mi ricordi. Stesso piatto, stesso sapore.
Tu vent’anni, io sedici.
Tu lasciata dal fidanzato, io pure…
Insomma, decidemmo di partire.
Leggero il bagaglio, nuova la città, piena di scale, fontane, parchi… E cultura!
Era Agosto, nessun traffico, poca gente.
Un po’ fragilina (mi stancavo e mi stanco facilmente), ero fiera di te.
Mi sentivo al sicuro, non avevo paura, non temevo.
Eri determinata, non volevi perdere un solo minuto, o sarebbe stata un’occasione persa.
Pochi soldi in tasca, ci siamo accontentate. Anzi, no, eravamo abituate al poco che avevamo, era già una grande fortuna essere lì, nella Capitale, mai vista prima.
Camminavamo a piedi, e tu mi guidavi, perché io mi sarei persa di certo.
La notte, stanche, facevamo il pieno di energie, tu più di me, per il giorno dopo.
Ai Musei Vaticani, ad un certo punto, mi sono fermata: ti aspetto qui, ti ho detto, e mi sono seduta su un gradino…

Arrivò così l’ultimo giorno.
Qualche soldo era avanzato, per mangiare qualcosa che non fosse un panino, in una trattoria…

La vita ha le sue regole: non posso dimenticare, non posso smettere di volerti bene.

Foto dal web.

Pubblicato inAmore

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