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Parole sciupate

Parole sciupate
Le abbiamo scordate
Le parole giuste.
Le abbiamo compresse
In anfratti fonetici.
Rimangono sospese,
Fluttuano e premono
Nelle corde vocali
Spingono respiri
Che non emetteranno
Sillabe alcune.
Che linguaggio useremo
Per parlare d’amore?
E come esprimeremo
La paura del silenzio?
A cosa ci servirà
La nostra lingua armoniosa
Se basteranno
Assurde “faccette”
A comunicare per noi?
Diventeranno noiosi
Le parole dei Grandi Poeti?
A cosa serviranno i Libri
Se le parole le comprimiamo
In simboli scadenti?
E la poesia, che fine farà?
Usare le parole
In questo tempo pigro
È segno di resistenza,
Di indomito coraggio.
Dire,
Parlare,
Cantare,
Esprimere,
Discutere,
Recitare,
Raccontare.
Verbi quasi desueti,
Linguaggi sorpassati,
Ridotti a briciole di pensieri
Dove le vecchie,
Stupide,
Inutili,
Sorpassate parole
Subiscono l’idiozia dei pigri,
Di coloro che si affidano
Ai cuoricini,
Ai fiorellini,
Alle manine,
A tanti pensierini
Che non hanno pensato
E che non hanno scritto
Ma che stanno escludendo
Ogni commento logico,
Ogni parola spontanea
E tutto quello che ci rappresentava.

Pubblicato inPoesia

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