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Pazza di lui

Ho sempre amato Pinocchio, fin da bambina.
Ne avevo uno di legno, a tre anni, a cui ero molto legata.
Ritrovatolo in soffitta, da adulta, con un braccino rotto e varie ferite, l’ho fatto visitare e medicare da un bravo falegname.
Ora sta bene e mi fa compagnia, seduto sulla libreria.
Altri ninnoli, intorno a me, riproducono il burattino dal naso lungo, di diversi materiali e di varie dimensioni.
Ovviamente era la mia fiaba preferita.
Solo da grande, però, ho letto il libro originale, e ho constatato la differenza rispetto alle riduzioni per ragazzi.
Le atmosfere sono spesso lunari, notturne, a rapprasentare il rischio, la paura.
Pinocchio è una figura complessa, piena di sfumature e significati.
Va ben oltre il bambino che marina la scuola per poter solo giocare.
Pinocchio è in verita sincero, ma insegue i propri sogni, accompagnati sempre da buoni propositi.
È così fiducioso verso gli altri, che se ne lascia ammaliare ed ingenuamente trasportare.
Il libro, uscito a puntate su una rivista, sarebbe dovuto terminare con la morte del bambino, impiccato da due cialtroni, il gatto e la volpe.
Ma era così piaciuto, che una fine tanto misera del protagonista non poteva accontentare il pubblico.
Ecco perciò la redenzione per Pinocchio, che arriva però solo dopo che egli ha ceduto a tutte le tentazioni possibili. Pentendosene subito dopo…
È curioso questo personaggio, e vuole indagare la vita, perlustrarla, assaporarla, senza conoscerne i pericoli sempre in agguato.
Un vero e proprio romanzo di formazione ha scritto Collodi.
Io dico, evviva Pinocchio!
Quanta compagnia mi hai fatto!
Da bambina sincera, non ti ho mai salutato al mattino come bugiardo…
Hai solo osato crescere, tra tutte le insidie del mondo…

Immagine dal Web.

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