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Per te Giulia, e anche per me..

…perché scrivo oggi quale testimone di violenze psicologiche e fisiche nei confronti di mia madre, dall’età di nove anni?
La mia famiglia, ha relegato al passato, fatti e storie terribili che hanno segnato profondamente la vita di cinque persone.. Io oggi ne parlo perché non voglio più provare vergogna e dolore.
I silenzi della giovane futura – mamma, trucidata dal compagno, mi richiamano al dovere morale di raccontare “il costo di tanto silenzio”.
non posso più derogare, devo farlo per me, per Nunzia, per Giulia, per tutte noi che non ci rifiutiamo di credere ai nostri occhi, quando vediamo la violenza per la prima volta, già…. per la prima volta,. Ho visto fare a pezzi la vita di mia madre, ho visto lei,esile e dolce, reagire all incredibile schifo delle urla e della parolacce di mio padre, che amavo tanto da bambina.. , parole contro la sua donna che arrivavano come sassi, sui volti di tre bambine intrise dal delirio di onnipotenza.. Ho visto lei ritornare indietro per ricominciare, perdonando e catalogando, da buone crocerossina, “il caso”, come evento isolato…”non lo farà più, te lo prometto”
… io ho visto mio padre torturare quotidianamente mia madre, con nterrogatori, siamo state, quattro donne, condannate ai suoib silenzi, per giorni e giorni. Per anni la nostra casa fu una triste prigione intervallata da discorsi deliranti, da consulti psichiatrici che consigliarono il ricovero di mio padre, finché un pomeriggio li sorpresi mentre lui tentava di strozzarla, scappa con la mia sorellina, ma ritornammo a casa, e mia madre mi promise che lo avrebbe lasciato.. Non fu così.. “le sue figlie pagheranno questo strazio per tutta la vita, lei ne é consapevole?”
Mia madre di notte non dormiva, chiudeva solo un occhio e vegliava, finché disse a me di andare a dormire a fianco a mio padre.
Lui non mi fece mai del male ma credo di non essere mai riuscita a comprendere come abbia potuto sacrificarmi a un uomo malato.. Fuori di casa si continuava a vivere sul doppio binario dell’ipocrisia… Tutti belli, bravi e buoni.
Guarì lentamente dalla schizofrenia, una decina d’anni dopo mia madre ebbe un cancro terribile all utero, casusato, forse, da ripetuti aborti, clandestini perché lui non voleva altri figli… visse un’esistenza precaria e dolorosa per 19 anni, durante i quali lui ebbe un’altra donna con cui andava a letto.. Alla morte di mai madre riveló il suo tradimento per scaricarsi la coscienza, ammesso che ne avesse mai avuta una..

Pubblicato inDonne

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