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Perfect days

La frase. Hirayama: “Adesso è adesso. La prossima volta è la prossima volta”.

Chi lo ha diretto. Wim Wenders, classe 1945, regista, sceneggiatore, produttore ed attore tedesco, autore di film cult come “Paris Texas” Palma d’Oro a Cannes, “Lo stato delle cose“  Leone d’Oro a Venezia”, ”Il cielo sopra Berlino” migliore regia a Cannes. Perfect Days nasce in modo particolare: Wenders, all’indomani della pandemia viene invitato a Tokio per conoscere il progetto Tokyo Toilette Project, di re-styling di 17 bagni pubblici che il regista avrebbe dovuto pubblicizzare con alcuni cortometraggi. In quella visita si rende conto che il concetto di “bagno pubblico” in Giappone è molto diverso da quello occidentale: sono piccoli santuari di pace e dignità. Pensa allora che il miglior modo per renderli in sintonia con questa visione è quella di inserirli in un contesto narrativo centrato su un personaggio credibile, reale ma per molti versi unico e molto accattivante. Da qui nasce la figura di Hirayama e il film.

Di che parla. Hirayama è felice del suo lavoro. Lo esegue tutti i giorni con scrupolosa dedizione. Hirayama lucida, sarebbe meglio dire lustra, i bagni pubblici di Tokyo. E vive con serenità e meticolosa applicazione tutto quello che compone il tempo della sua giornata: ripiega il futon dove dorme, cura i suoi baffi, innaffia le piante e cura i piccoli aceri, prende un caffè dalla macchinetta sotto casa, organizza nel suo furgoncino tutto l’occorrente per il lavoro, sale a bordo, infila un’audiocassetta nel mangianastri e parte sorridente verso il primo dei bagni da “accudire”. Succede poco in questo il film, ma quel poco che succede lascia il segno grazie a Koji Yakusho, lo strepitoso attore che Wenders come protagonista e che ha trionfato al festival di Cannes

Cosa ne penso Il tempo presente, la cura, il sorriso, la musica sono le coordinate esistenziali di Hirayama: l’insieme che ce lo fa amare fin dal primo istante. Ogni suo gesto celebra il trionfo della pienezza nella semplicità. Un messaggio che ci chiama a vivere “l’adesso” sempre predisposti allo stupore ed alla meraviglia. Chi ha amato Wenders in questo ritrova il meglio di lui. A partire dalla sua passione per la musica e la scelta della colonna sonora giusta e indimenticabile per ogni suo film. La colonna sonora che accompagna la vita di Hirayama è un capolavoro. Fa tornare i ragazzi come me, nati e vissuti analogici, a quando amavamo, ridevamo, scherzavamo, ballavamo accompagnati dai pezzi degli stessi artisti della compilation del film: da House of the Rising Sun degli The Animals, a The Dock of the Bay di Otis Redding fino a Perfect Days di Lou Reed che da il titolo al film. Lo stesso pezzo e lo stesso autore che hanno composto la colonna sonora del mio matrimonio nel 2010. Indimenticabile.

Un film da vedere assolutamente

Pier, gennaio 2024

Pubblicato inGenerale

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