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Perfezione

Amava la perfezione e non sopportava le ” sbavature ”
Tutto in lei era perfetto e preciso Dai capelli alla sua andatura. Era bella ma di una bellezza statica che comunicava poco; sembrava finta.
Nel banco che occupavamo, era evidente il nostro contrasto. Io mai ferma, i miei capelli sempre ribelli e anche il mio umore facevano a pugni con la sua pacata presenza. Si permetteva anche di ammonirmi,- Angela stai ferma- oppure interveniva, compiacente quando m’infervoravo nelle discussioni tra noi bambine. Un modello di perfezione stucchevole per i miei gusti di bambina socievole e mentalmente libera. Eravamo cresciute in ambienti diversi; io in una famiglia fantasiosa e comprensiva verso il mondo infantile, lei proveniva da una famiglia severa, benestante e bigotta. quello che per me era gioco, fantasia, piacevolezza, per lei era rumore, indisciplina e mancanza di regole.
Non era così. Le regole che mi venivano date rispettavano il mio mondo di bambina, non mi impedivano di essere una buona scolara e avevano limiti che osservavo perché mi erano state spiegate. Arrivò a chiedere di farmi spostare dal banco ma la maestra fu inflessibile e le parole che disse in quella occasione le ricorderò sempre. – Nessun cambio si farà e tu cara M. hai molto da imparare da Angela.
Crescemmo e ci separò la vita.
La rividi un giorno durante il periodo delle ferie estive. Entrambe mamme ma la mia felicità era palese. Le presentai il mio bambino con orgoglio e aspettai che anche lei facesse la stessa cosa. Non fu così e mi colse una strana inquietudine, come un riserbo a insistere. Ci salutammo spingendo i nostri passeggini, io da una parte, lei dall’altra. Ne parlai a casa con mia sorella e fu lei a spiegarmi alcune cose.
M. aveva avuto un bambino con problemi cognitivi e ne era rimasta sconvolta seriamente. Non accettava che quel figlio fosse suo. La sua famiglia, spesso se ne occupava per alleggerire la tensione che M. non riusciva a nascondere più.
La immaginai nel momento che prese coscienza di quella ” Non perfezione ” di quanto deve aver sofferto nel prendere atto che, non tutto si realizza come vorremmo noi.
La perfezione che tanto amava, che pretendeva già da bambina ora non sapeva accettarla. Quel bambino che avrebbe avuto bisogno di cure mirate, di attenzioni precise e particolari, di affettività e dedizione, per M. era un peso evidente, una imperfezione che non sapeva accettare. Provai pena per lei, ma soprattutto, per quel bambino che aveva avuto la sfortuna di avere una mamma così perfetta.

nell’immagine: Barbie beauty

 

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