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Piove ancora

Sinossi: esistono scenari apocalittici che non riusciremo mai a conoscere e prevedere,
sono quelli che è in grado di produrre la mente. L’equilibrio tra norma e comportamento
deviante si muove su una linea molto sottile. Quando gli stimoli del mondo sociale
pressano, l’equilibrio si rompe e il confine tra fantasia e realtà svanisce.

 

Piove ancora, cazzo. Sono giorni che piove di continuo. Che problema hanno questi che
fanno gocciolare gli ombrelli sul pavimento? Guarda come affondano i piedi in questa
melma, come detesto i tappetini sudici all’entrata dei negozi. Che poi, che negozio è
questo? Una tabaccheria, una cartoleria, che vende anche libri.
Non c’è neanche una libreria in questo cazzo di paese. Ignoranti. Esseri inutili. Ci sono
solo bar, per gli esseri inutili. Non sanno neanche come è fatto un libro.
Leonard, Lehane, Lucarelli, guarda come viene giù questa cazzo di pioggia.
Eccolo lì, Elio il libraio, li fa entrare tutti, sorride. Ho sempre pensato che dietro a quel
sorriso affabile si nascondesse una natura perfida. Lui sorride a tutti allo stesso modo.
Tutti sgocciolanti acqua sudicia sul pavimento. Elio, il libraio, il tabaccaio, il cartolaio,
vende tutto perché non sa vendere niente. Con quella sua voce che penetra nel cervello.
Due parole in italiano, il resto in dialetto. Vende libri che non ha mai aperto. Come tutti
quelli che entrano in questo cazzo di negozio. Analfabeti. Sigarette. Gratta e vinci.
Sigarette.
Leonard, Lehane, Lucarelli. Analfabeti. Una manica di analfabeti. Guarda come viene giù
cazzo! Entrano gocciolando e insudiciano tutto. E i tappetini si riempiono di quella poltiglia
disgustosa.
Leonard, Lehane, Lucarelli. Neanche l’alfabeto sa. Leonard, Lehane, Lucarelli.
Mi sembra di sentire la voce di mia madre “Mirko, cosa fai con quel muso da mona fisso lì
davanti, muoviti, ebete!”.
Non mi posso muovere, mamma. Lo vedi che è tutto un casino? Non vedi il disordine
ovunque! Il pavimento è sudicio di acqua sporca. La h va prima della o. Capisci, mamma?
Se solo tu provassi a mettere in fila il mio cervello. Non mi posso muovere, mamma, finché
non è tutto in ordine. Può succedere qualcosa di terribile, mamma, perché la h va prima
della o. Elio deve stare più attento. Analfabeta e superficiale. Leonard, Lehane, Lucarelli.
Non c’è niente di corretto in questo ordine. La h va prima della o.
Piove, ancora! Piove di continuo. Cosa cazzo hanno tutti da guardarmi in questo modo.
Muso da mona, ebete, muso da mona.
Non sono un ebete, mamma. Se solo io riuscissi a rimettere ordine. La h prima della o.
Tutto tornerebbe al posto giusto. Tornerei anche io al posto giusto. Diresti che tuo figlio è
giusto, mamma. Lo diresti.
Piove ancora, Elio. E tu non sai neanche l’alfabeto. Non avrei voluto farlo, Elio, ma devo
mettere in ordine il cervello. Così va bene, con questo paio di forbici nella tua gola, va
bene. Non avrei mai voluto farti strisciare così per terra su questo pavimento sudicio di
pioggia e sangue. Non avrei mai voluto riempirti la pancia di calci. La colpa è tua, non si
può sbagliare così, le cose vanno fatte con attenzione. Il mondo è tutto storto per colpa
tua. Avresti dovuto imparare l’alfabeto. Fuori piove, i tuoi clienti gocciolanti sono tornati a
casa, non si sente nessuno. E adesso prova pure ad urlare con quella tua voce stridula. Ti
insegno l’alfabeto, così non te lo scordi più, poi torno da mamma. La h va prima della o.
Ignorante. Essere inutile. Ebete. Muso da mona.
“Mirko, sa feto co sto muso da mona che te ghe da diese minuti, gheto pensa che libro te
vo o no, diavolo can??!”.

No, Elio, nessun libro, Elio, un pacchetto di Chesterfield Blu per mamma, Elio, grazie.

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