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Polvere del tempo

È passato tanto tempo.
Finestre aperte sulla notte scura
Mani che leggere e veloci sfiorano
Quei tasti , bianchi e neri.
La musica è complice e ruffiana
L’amore si sente nelle pieghe della pelle.
Attraversa quel vestito leggero e impalpabile, come le mani che si sfiorano
Quel volto bello che la luce della stanza illumina e ombreggia.
Lei danza facendo volteggiare la gonna,
Il corpo flessuoso si piega seguendo le note, i capelli fluttuano leggeri sul collo.
Lei ora è a piedi nudi vola per la stanza come delicata farfalla.
Guarda adesso invece, la polvere ammanta il vecchio pianoforte, ne ricopre le superfici scure e quelle d’avorio. La musica è muta, inghiottita da quei muri scalcinati, dalle rovine accumulate.
Di quegli amanti felici resta il bianco e nero di uno scatto, l’istante stesso in cui si compiva la magia, di quella mano nella mano in quel giro di danza, occhi di velluto, labbra di zucchero.

Pubblicato inAmore

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