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Poteva andare peggio

“Ultimamente non siamo stati molto fortunati.
La nostra adorata figlia Amelia, nata dopo grandi fatiche dalla mamma più diabetica del mondo, ovvero io, Elisa Urso, ha anche lei il diabete. Sì, proprio così, all’età di 21 mesi si scopre col diabete. Ma siccome siamo stati un po’ sfortunati, ultimamente, dopo pochi mesi scopriamo che Amelia ha anche la celiachia!
Tutto questo accade tra la fine dell’ anno 2016 e l’inizio, pessimo, di un 2017 ancora in divenire.
Amelia compie due anni e, a parte qualche malattia autoimmune, cresce bene ed è molto simpatica, e questo è ciò che più ci importa.
Così, babbo Emiliano e mamma Elisa decidono di sfidare ancora di più la sorte pensando di sposarsi: il 1 luglio !
Vorremmo andare in viaggio di nozze ma con le particolarità di Amelia, sopratutto alimentari, la cosa diventa un po’ complicata.
Allora, il babbo Emiliano, naturalista, ecologista, etologo, ma sopratutto cuoco, ha avuto uno di quei rari colpi di genio che colpiscono, talvolta, gli uomini:
partiamo col camper !
Non ci fermeranno la celiachia e il diabete ! Non rinunceremo al nostro spirito di avventura e a far conoscere il mondo ad Amelia. “

Così esordiva la presentazione del nostro progetto di crowdfunding nel lontano 4 aprile 2017.

Ultimamente non siamo stati molto fortunati, dicevamo, ed era ironico perché eravamo, metaforicamente parlando, appena stati rinvenuti da sotto un treno. La nostra bimba, tanto desiderata, si era ammalata e per risorgere a nuova luce una idea buttata lì per caso è diventato un progetto collettivo che dura tutt’oggi. Nostra figlia ha quasi 5 anni, cresce bene, ha tanti amici ed ha già girato mezza Italia e qualche paese Europeo con il nostro adorato camper. Carico di scorte per il diabete e la celiachia. E con tutto l’entusiasmo che ci corre veloce nelle vene. Siamo Emiliano, Elisa e Amelia. Viviamo in Toscana e vogliamo raccontare sopratutto a chi non conosce il diabete, che cosa è e come ci si convive. Tramite le nostre storie e la nostra ingarbugliata vita quotidiana. Dal punto di vista di una donna e mamma diabetica tipo 1 e di una bimba in crescita, sempre col diabete tipo 1 e la celiachia. Babbo Emiliano invece soffre di emicrania, ed è quello che tra tutti sta peggio. Quando Amelia bisbiglia : “perché babbo non ha il diabete ?” Mi vien spontaneo ridere pensando che, poherello, solo quello gli mancherebbe !

Così ridiamo, scherziamo, ma a volte anche siamo serissimi e commossi di fronte a questa vita che ci stupisce ma ci pone anche di fronte a tante difficoltà. Fisiche, psichiche e sociali. Siamo certi che la vita con la malattia non sia una vita da “sfigati “, anzi, tutt’altro. Non è una diagnosi che determina la tua possibilità di essere felice. Non è un numero di esenzione o una parola che vuol dire “ per tutta la vita” a segnare la tua strada.

Noi ci crediamo.

Perché “poteva andare peggio” è una frase che ci siamo sentiti dire spesso all inizio del diabete di Amelia, sopratutto da persone che non avevano alcun problema di salute. E ci ha fatto rabbia, ci ha dato fastidio, non ci ha aiutati a stare meglio. Ora questa frase ha un senso più vasto e pregnante. Collettivo e non più solo nostro. C’è sempre un poteva andare peggio.

L’importante, però, è concentrarsi sul meglio.

Con i finestrini aperti e i capelli al vento.

Sempre.

Pubblicato inAmore

4 Commenti

  1. Angela Scaglione Angela Scaglione

    Che famiglia fantastica.! a voi tre, il diabete fa un baffo. ABBRACCIO infinito come il mare.
    Angela…

  2. Caterina Benigno Caterina Benigno

    Una testimonianza forte, che mi commuove per il coraggio e l’ ammirevole forza d’ animo e positività dei protagonisti . Un esempio di come si può e si dovrebbero affrontare gli ostacoli e le situazioni che la vita ci pone davanti. Lasciarsi andare,
    sarebbe darla vinta alla sorte avversa o a chi… ? Sapere affrontare i problemi , non è facile per tutti ma ci si può provarere e l’ autrice di questo messaggio lo dimostra!

  3. Non dimenticate di visitare il nostro blog e provare le nostre ricette.

  4. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Hai evitato di raccontare quanto la raccolta dei fondi sia stata incredibilmente positiva, quante persone hanno risposto, della persona che venne al vostro matrimonio e vi regalò un assegno per coprire la differenza tra quanto avevate raccolto ed il vostro obiettivo: tutte cose che mi fecero “effetto” e che mi fanno paragonare la vostra storia ad “una favola moderna”. Non hai raccontato di Concita De Gregorio che ha ripreso la vostra storia. Non hai voluto “tirartela” troppo, sei rimasta sottomisura e per questo – forse anche per questo – il messaggio finale diventa più forte e ne fa un messaggio buono per tutti noi. Speranza! Sempre. Grazie, Elisa, a nome di tutti

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