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Povertà

Sono andati via in silenzio, con fame d’aria e senza un abbraccio.

La bella vecchiaia, quella dei nostri anziani, ci ha lasciato, contagiata da questo killer oscuro, cattivo,insensibile.

Ora siamo più poveri, più soli, meno saggi.

Erano loro la saggezza, erano il sostegno dei figli, la mancetta dei nipoti, la memoria del ‘900, la nostra storia contemporanea. Non meritavano questa fine, tanta solitudine. Loro che hanno vissuto in famiglie grandi, numerose, ricchi di gioventù e progetti di futuro, che sono andati in vespa, che hanno guidato le prime utilitarie, che hanno fatto funzionare fabbriche enormi e si sono distinti in ogni campo, si sono allontanati avvolti dal silenzio, col suono delle sirene nelle orecchie e la paura negli occhi.

10.000 persone,10.000 nomi e cognomi, 10.000 storie personali che non conosceremo mai.

Una tristezza infinita da custodire nel profondo di ciascuno di noi, un ricordo doloroso che ci segnerà tutti.

Ora che non ci siete più avremo nostalgia di voi, senza conoscervi, vi rimpiangeremo perché vi riconosciamo parte della nostra vita, del nostro tempo. della nostra storia, del nostro paese.

Grazie di esserci stati.

l’immagine è tratta da un articolo di Avvenire (di Marco Birolini, 31 marzo)

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Published inGenerale
  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Non è stato solo il virus a portarli via, ma la nostra superficialità e la nostra inettitudine. Dove eravamo noi, tutti noi, mentre si smantellava quel gioiello di welfare che era la Sanità Pubblica in Italia? Cosa abbiamo detto ai politici che abbiamo votato in questi trent’anni e che insieme, senza nessuna eccezione, si sono accodati al mantra della riduzione della spesa per la cura e l’aumento di quella per la guerra?
    Non sono solo i “nostri vecchi” ad andarsene in questa carneficina: sono anche medici ed infermieri di tutte le età, accumunati da un identico senso del dovere sebbene sprovvisti dell’essenziale per proteggersi.
    E non sono “tutti” i vecchi ad andarsene in solitudine e nella disperazione.
    Come in ogni avvenimento in questo sistema sociale, non c’è niente di naturale ed egualitario neanche in questa tragedia.
    Mi hai preso a pugni stamattina in poche righe e con parole dure come le pietre.
    Sei stata brava. Ti ringrazio.

  2. Un racconto triste dalla prima all’ultima riga. Una presa di coscienza ed un ringraziamento fatto con il cuore

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