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Profumi e magie

Sto cucinando.
Preparo il pranzo di Capodanno, nulla di che. Ormai non c’è più quell’attesa di una volta per tutte quelle bontà che adesso ci sono ogni benedetto giorno dell’anno. E alle feste manca proprio quella magia che ritrovo in quei piatti tipici delle feste, delle leccornie che solo a Natale puoi gustare e che sognavi tutto l’anno, ne potevo sentire il sapore persino a occhi chiusi quando tutto era passato.
Eh sì, tutto questo non c’è più. Tutto anonimo, tutto in serie e, peggio ancora, tutto cestinabile a fine feste perché l’anno prossimo ci sarà una nuova versione di tutto. La novità, il voler sorprendere o essere sorpresi è ciò che fa sì che anche alle feste non si resti legati in alcun modo.
I miei figli a volte mi guardano stranita quando io e il padre ci raccontiamo di quei tempi che appartengono ancora alla mia generazione e a quella successiva. Quando si aspettava le festività natalizie per stare tutti insieme, riuniti su quelle grosse tavolate dove si stava sempre troppo stretti e c’era la gara a scoprire chi avesse beccato il posto con la gamba del tavolo.
Quanti ricordi!
Dopo secondo me c’è il nulla, i ragazzi di oggi sono mille volte più fortunati per aver avuto molto di più ma hanno perso quella magia.
Per noi tutto sapeva di conquista ed è ancora così.
E mentre cucinavo e rimestavo verdure ripassate in padella e carne da rosolare, improvviso è arrivato un profumo.
Proprio così, un profumo non un odore di pietanza.
È stato naturale girarmi alla ricerca di qualcuno che varcando la porta si sia fatta annunciare da quella scia di profumi che appartengono alla mia memoria.
Non c’era nessuno dietro di me, nessuno ad augurarmi il buon giorno e il buon Anno come sarebbe stato se tu fossi arrivata all’improvviso, a pranzo a casa mia, con me, con i tuoi nipoti adorati. Peccato che non abbiano mai incontrato i tuoi grandi occhi nocciola, non abbiano mai sentito il calore delle tue carezze o dei tuoi baci.
Non c’era nessuno dietro di me ma per un momento ho pensato che fossi tu, che in punta di piedi e invisibile per un attimo abbia voluto condividere con me la gioia del nuovo anno.
Quel profumo è stato come il ripetersi di una magia, sapevo che eri lì, lo sei stata per qualche secondo, il tempo di provare un’infinita tristezza.
Mi sono voltata verso le pentole e ti ho rivista accanto alla cucina, il tuo impegno quotidiano che si ripeteva puntuale ogni giorno, a ogni ora perché per te cucinare era un atto d’amore.
L’ho capito con il tempo.
Hai sempre voluto fare trovare il pasto caldo e appena preparato a chi rientrava dal lavoro o da scuola anche se questo significava accendere e spegnere i fornelli in continuazione, rassettare e ripulire continuamente. E non ho memoria di una parola scortese, di un attimo di noia o stanchezza da parte tua.
Se non era amore questo.

Andare a caccia di ricordi non è mai un bell’affare,quelli belli non li puoi più catturare e quelli brutti non li puoi uccidere.
Giorgio Faletti

Così domani sarà molto meglio tornare alla quotidianità.

Nella immagine Marc Chagall “Profumi e magie”

Pubblicato inDonne

1 commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Ricordi, maledetti ricordi. C’è sempre di più un velo di tristezza nelle tue storie. Un rimpianto, qualche nostalgia, finché non prorompe con la forza e l’incancellibilità degli odori il ricordo vivo e presente. Guardiamo tutti al passato in questi tempi pesanti. E tu indichi la strada.

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