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Quale allegria

LUCIO DALLA INSPIRED

OPERA IN CONCORSO

Conoscevo Lucio Dalla.
Non benissimo, non eravamo amici, ma quasi coetanei e in giro per
Bologna, a quei tempi, ci si incontrava un po’ tutti. Mia madre faceva
la sarta e quel giorno mi disse: «Oggi devi andare da una certa signora
Melotti, ti aspetta per consegnarti roba da aggiustare. Muoviti».
Trovai la casa, trovai il nome, suonai e attesi. Si aprì la porta di un
androne, e un ragazzotto della mia età, piccolino, paffutello, con un
pacco in mano, mi venne incontro e mi salutò.
«Ciao, io sono Lucio» «Ciao, e io Ario» «Come mio zio» «E chi è tuo
zio?» «Ariodante Dalla, il famoso cantante» «Mai sentito nominare»
«Ma sentirai nominare me» «Perché?» «Perché diventerò più famoso
di lui» «E come fai?» «Imparo a suonare» «Ciao» «Ciao».
Aveva già le idee chiare sin da allora Lucio Dalla, figlio della signora
Melotti, modista.
Passarono una ventina d’anni da quei giorni.
Lo incontro in centro, lo saluto e mi riconosce. Mentre parliamo si fa
avanti un personaggio noto e stravagante della Bologna di allora:
magro, diafano, cranio rasato, levriero afgano al guinzaglio.
«Quand’è che passi a trovarmi?» «Più tardi». L’altro se ne va e io,
perplesso, ne seguo i passi. «Non ti piace?» «No, non è per questo; è
che mi sembra un tipo un poco … sprasolato». E qui occorre una
puntualizzazione. Non avevo usato a caso quel termine dialettale che
in gergo sartoriale (di cui io e Lucio eravamo pratici per le comuni
attività materne) vuol dire sfilacciato, smagliato. Lui mi guarda con
meraviglia: «Hai ragione, sprasolato è proprio il termine giusto».
Non l’ho più rivisto da allora, ma mi piace pensare che, in una delle
sue canzoni più belle, Lucio abbia inserito nel testo quel termine, che,
forse, gli ho fatto venire in mente io in quella occasione.
Non sono andato l’altro giorno ai suoi funerali, ma, ricordandolo con
piacere, ho messo sul piatto Quale allegria, questo suo gioiello
musicale che fa: ” … con allegria, far finta che in fondo in tutto il
mondo c’è gente con i tuoi stessi problemi, e poi fondare un circolo
serale per pazzi sprasolati e un poco scemi …

immagine: dal web “ricerche e avventure di idee blog”

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