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Quando la vita ti sfida

Perché il benessere di chi è colpito da malattie degenerative, sempre più diffuse, mi sta tanto a cuore?
Per una mia naturale propensione alla generosità, ma anche perché ho perso una sorella, pochi anni fa, ammalata di SLA.
I malati colpiti da queste patologie provano un senso di vergogna, tendono ad isolarsi, a non avere più voglia di niente. Necessitano di una costante motivazione per andare avanti, che solo chi gli è accanto può dare loro. Ed è importante, perciò, che qualcuno gli sia davvero vicino.
Prima capaci di tutto, da un momento all’altro si trovano incapaci di parlare, di deglutire e mangiare, si muovono a fatica.
Infine sono per sempre fermi su un letto, nutriti artificialmente.
Per un po’, ancora riescono a comunicare con gli occhi, poi anche quelli si chiudono per sempre.
I miei incubi notturni si chiedevano come avrebbe fatto mia sorella a riferirmi il suo dolore, la sua sofferenza, o a indicarmi semplicemente il prurito su una parte del corpo. Per me che mi gratto continuamente, in quanto allergica, era insopportabile già solo questo pensiero.
Una volta mia sorella mi guardò intensamente, con i suoi occhi neri e profondi.
Non poteva scandire alcuna parola.
Vi lessi tutta la disperazione del mondo, e non potevo fare niente.
Per chi segue queste persone, ogni giorno, è altrettanto difficile: devono lavorare, garantire le entrate per la sopravvivenza della famiglia, assisterli, sostenerli, e non perdere il controllo.
Molti servizi sanitari salvavita sono gratuiti, altri, comunque necessari, lo sono solo sulla fiducia, e non nella realtà, altri non esistono affatto.
E c’è chi da solo non ce la fa…

Pubblicato inAmore

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