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Quasi una fibrillazione

È sempre così.
L’inizio estate mi crea uno strano stato di agitazione.
Qualcosa che si muove nell’aria, un nuovo vigore, e nello stesso tempo la sicurezza protettiva della stagione fredda e umida che mi abbandona.
Brividi del corpo che mi chiedono risposte e progetti che ancora non ho, in questo momento di passaggio in cui ancora tanto c’è da fare, ma sogno già la libertà.
Ritorno a quando proprio questo era il periodo frenetico degli esami, la sessione estiva.
E noi compagni di università, concluse le lezioni annuali, ci alzavamo presto, per studiare col fresco della mattina, lucidi.
Dopo poche ore, il caldo ci avrebbe annebbiato la vista, assopito.
Così, verso le dodici, preparavamo un pasto leggero per il pranzo, e poi…
Alcuni decidevano per un sonnellino ed altri per una chiacchierata all’ombra.
C’era un parco, non troppo esteso, ma ricco di alberi.
Era lì che le nostre ansie per le prove imminenti scemavano.
Si cominciava con la preoccupazione, ma poi tutto finiva in grandi risate, poco controllate, per la stanchezza.
E si cominciavano altri discorsi…
L’amore era al centro delle nostre attenzioni, vissuto nelle serate all’aperto, tra un gelato, un concerto, una discoteca sui colli…
Nuove conoscenze, da ogni dove…
Ma ritornava il pensiero del tempo che passava e della data fatidica!
Perciò, aprivamo gli zaini di stoffa variamente colorati, come era di moda, e stendevamo libri e quaderni di appunti sulla nostra “coperta per il prato”.
Qualcuno leggeva in silenzio, altri ripetevano come una nenia il programma.
Fino a che giungeva il tramonto, e una brezza leggera accarezzava la pelle.
I giorni erano pieni, di impegno assiduo, condiviso, in compagnia.
I giorni erano intensi, profumati di gioia, ma quasi una fibrillazione…

Finiti gli esami, si ritornava a casa, dalle nostre famiglie, dagli amici di sempre.
Era un addio, sebbene non definitivo.
Era un arrivederci, pieno di nuove speranze e “cose mai viste”.
Nei pantaloni larghi e nelle magliette ariose, si prendeva il treno, con il borsone in spalla.

Si partiva per un nuovo viaggio, sotto il sole cocente di luglio…

Immagine tratta dal Web

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