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Quel giorno di maggio (20 maggio 2016 – 20 maggio 2021)

Andarsene nel mese di Maggio, come dice De André, ci vuole tanto troppo coraggio … ma tu questo coraggio lo hai avuto, cinque anni fa.

La mancanza è una nebbia che avvolge, bianco fumo che stordisce e confonde, tutto è lontano o penosamente vicino.

A maggio le rose continuano a fiorire, profumate come i bei ricordi, spinose come i rimpianti. Oggi vorrei ancora una volta ripetere che mi manchi con le tue furie improvvise presto smentite dalle iperboli più dolci ed improbabili. Magnifica! – dicevi a me – ragazza carica d’anni. Chi potrà mai più regalarmi tale sfolgorante bugia? Chi potrà sorprendermi con versi da antico poeta, chi potrà più divertirmi con euforie da guitto un po’ matto?

Ma questa volta, hai voluto stupire tutti con un regalo che sa di magia astrale … Non volevi mancare alla nascita del tuo primo nipote e tu, nonno senza più baci e carezze, hai deciso di esserci facendo in modo che il piccolo fiore che porta anche la tua linfa si affacciasse alla vita proprio nel giorno del tuo viaggio estremo.

Manca ancora molto tempo – dicevano – ed invece ecco, appena trascorsi i primi minuti di quel preciso giorno, qualcuno sceglie che è proprio quello il momento per affermare la vita. Ed il piccolo bello, compiuto, perfetto accetta l’invito di quella voce lontana. Il nonno che non potrà spingerlo sull’altalena – e chissà che versi avrebbe scritto per lui – gli ha suggerito il giusto momento per iniziare il cammino.

Vai, piccolino, vai, riscatta il maggio oltraggiato, converti in gioia la malinconia di tua madre. Questo è il segno della segreta armonia dell’universo. Io, da lontano, come mi suggerisce un amico appena arrivato, avrò cura di te!

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Published inAmore

Un commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Forse perché mi riguarda da vicino, data l’età…ma le poche righe di questo pezzo mi hanno commosso al punto di scoppiare in un pianto dirotto.
    Io penso che più della possibile similitudine ha fatto breccia nel mio cuore la delicatezza con la quale il Lui è stato evocato, come poeta ma soprattutto come Amore.
    E l’Amore, in qualsiasi forma, mi prende, mi coinvolge, mi travolge.
    Grazie Maria Teresa: piangere è un dono del Cielo in un mondo in cui l’aridità ed il culto della forma dominano e prevalgono ovunque.

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