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Quella deliziosa parola

Le storie da raccontare sono molte e molteplici, per tutti noi.
Camuffate, per ragioni personali e letterarie, sono un serbatoio di esperienze di vita vissuta in cui ciascuno si può riconoscere e da cui può trarre vantaggio o conforto.
Nell’universo umano, il dolore e la felicità sono comuni. Cambiano invece i luoghi, le persone, le abitudini e i punti di vista attraverso i quali abbiamo costruito e costruiamo la nostra esistenza.
Dunque, una storia è anche un mezzo per conoscere il diverso da noi, per riflettere e crescere.
Come il leggere, lo scrivere ci porta nei meandri della psiche ed è anche quindi una buona terapia per curare i nostri mali, le nostre sofferenze.
C’è chi rifiuta di scrivere, non se ne ritiene capace o la reputa una pratica ormai morta, superata da altri strumenti, più veloci e funzionali.
E per questo, anche, non coltiva lo studio della nostra meravigliosa lingua, non solo soave nel suono, ma anche ricca e piena di sfumature, per chi la sa apprezzare.
Io la amo, e mi diverto a giocarci.
Non finisco mai di conoscerla.
E godo delle grandi produzioni letterarie che l’hanno vista crescere e maturarsi, nel corso della storia, rinnovarsi, cambiare direzione.
Senza la lingua non saremmo nessuno.
Non riusciremmo innanzitutto a pensare.
Il pensiero è frutto della parola e la parola esprime e conserva i nostri pensieri. In modo reciproco l’uno e l’altra costruiscono la personalità e il nostro modo di rivolgerci al mondo.
Senza comunicazione, restano l’aggressività e la violenza a farla da padrone, unico sfogo per ciò che comunque deve emergere dalla nostra anima.
Pensiamo a Freud e al suo “Motto di spirito”: una battuta efficace, che nella sua stringata lunghezza è materia psichica.
Anche l’ironia e la comicità, dunque, mezzi necessari contro la durezza della vita, non prescindono dalla lingua. Se non la conosci, non saprai sfruttarla per superare le intemperie.
L’ “allegra brigata” del Boccaccio se ne va dal flagello nefasto della peste che imperversa a Firenze e ricostruisce l’ordine perduto attraverso la costruzione di novelle secondo uno schema geometrico e circolare.
Insomma, è Lei, la parola, che risana, eleva e sublima le situazioni più difficili e basse.

A me studiare, leggere e scrivere hanno davvero salvato la vita nei momenti più bui.

Immagine tratta dal web.

Pubblicato inGenerale

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