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Quelle volte

 

quella volta che “amore, chiedi lo smart working, così puoi tenere in ordine la casa”
quella volta che “amore, ma davvero tua mamma non ti ha insegnato come si cucina un buon primo?”
quella volta che “amore, meglio che vado io al supermercato, che altrimenti tu compri un’infinità di cose inutili”
quella volta che “amore, ma davvero tua mamma non ti ha insegnato come si attacca un bottone?”
quella volta che “amore, ti sta bene, ma mi sembra un vestito poco femminile”
quella volta che “amore, ti sta bene, ma mi sembra un taglio di capelli troppo aggressivo”
quella volta che “amore, intanto parla tu con nostro figlio, che poi concludo io”
quella volta che “amore, a colloquio con gli insegnanti è meglio che vada la mamma”
quella volta che “amore, chi è l’uomo di casa?”
quella volta che “amore, torno quando torno”
quella volta che “amore, con chi hai detto che esci?”
quella volta che “amore, quando hai detto che torni?”
quella volta che “amore, hai troppa immaginazione”
quella volta che “amore, hai poca immaginazione”
quella volta che “amore, ma davvero ti piace un film così leggero?”
quella volta che “amore, ma davvero vuoi leggere un libro così pesante?”
quella volta che “amore, ti dico io un film che va bene per te”
quella volta che “amore, lascia perdere, ci penso io”
quella volta che “amore, ti difendo io”
quella volta che “amore, faccio io”
quella volta che “amore, io”
Quelle volte, tante volte, che io ho fatto l’uomo.
Di merda.

Pubblicato inDonne

1 commento

  1. Lulamae Lulamae

    Linguaggio d’altri tempi, e poco realistico. Retorico.
    Ora gli uomini sono molto più raffinati e all’avanguardia.
    Spesso cucinano loro, e non sanno fare altro. Perché cucinare è di moda!
    Essere difesa da un uomo, poi, mi piacerebbe, finalmente! Ma non succede mai. Nemmeno da una donna, però, mi capita di essere difesa.
    Io grido più solidarietà, maschile o femminile che sia.

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