Salta al contenuto

Qui a Madrid

CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Questa mattina, a mezzogiorno, mi sono affacciata al balcone e ho visto la mia piazza vuota, come una volta, 33 anni fa, quando sono venuta ad abitare qua.

Piazza nel centro storico, pedonale, quasi sconosciuta, malgrado sia in centro città.

Oggi, 14 marzo del 2020, sabato, bel sole, temperatura tiepida, dovrebbe essere piena di terrazze degli otto bar che ci sono.

Come mai? Già il coronavirus.

Amo Italia, e qualsiasi scusa mi serve per perdermi lí.

Sono appena tornata dalla Puglia che ancora era quasi “pulita”, ma a Milano e al Nord dell’Italia era già scoppiata la crisi sanitaria.

Credo che qui in Spagna stiamo facendo lo stesso percorso di quello fatto in Italia, ma due o tre settimane dopo.

Prima lavarsi sempre le mani, tossire dentro il gomito e non andare in posti affollati. E così pian piano fino arrivare a una crescita geometrica di contagiati, i primi morti e gli ospedali con qualche problema.

Niente di originale, vero?.

Madrid è al centro del problema dell’estensione del contagio: l’aeroporto, i treni, teatri, cinema, negozi… tutto pieno. Nè la gente, ne i politici, ne i medici si rendono conto che il problema cresce senza il controllo necessario.

Dopo una settimana chiudono le scuole e le Università. I bimbi sono con i nonni nei parchi e tanti studenti sono tornati a casa, in altre provincie, e hanno facilitato la diffusione del “caro” virus.

Il governo oggi ha approvato lo “STATO DI ALLARME” che autorizza il governo a prendere tutte le misure necessarie rispetto a questa situazione.

Madrid oggi ha il doppio di morti da ieri, 135 (ieri 63) e quasi 3000 contagiati, quasi 1000 in più da ieri.

In teoria si può uscire da casa soltanto per fare la spesa, andare in farmacia, al benzinaio, al tabaccaio (ma andare al tabaccaio deve considerarsi urgente?) o in banca (??).

Allora, in questa situazione viene fuori di tutto.

Gente impaurita che invade e smantella i supermercati.

Si sono portati via tutta la pasta, il riso e – non saprei dire perché – la carta igienica (si fanno tante battute su questo: “Mamma, oggi cosa si mangia? “Carta igienica con pomodoro”).

Le vendite dei supermercati hanno sorpassato del 180% le vendite dei giorni precedenti.

Non so cosa farebbero tutte queste persone se abitassero in Siria, o fossero come questi rifugiati che, espulsi dalla Turchia, sono anche sparati dall’esercito greco mentre il resto dell’Europa fa finta di non vedere.

E c’è molta gente che non si prende la responsabilità individuale di affrontare il grande problema di tutti.

Pensano che è sempre, e solo, lo stato che deve risolverci i problemi senza accollarsi nessun sacrificio  per arrivare alla soluzione.

Ce ne sono tanti che credono di stare in vacanza: oggi, il parcheggio di un paese in montagna, vicino Madrid, era tutto pieno; il comune di Madrid  ha dovuto chiudere i parchi perché erano troppo affollati.

Non esiste il rispetto per gli altri, un senso della civiltà, del collettivo.

Perciò, i prossimi giorni, le prossime settimane, saranno difficili.

Per me, che sento che il tempo fugge, che i giorni scorrono via tra le dita, adesso desidero solo che il mese di maggio arrivi più presto possibile.

E chiusa a casa da quattro giorni, mi vengono in mente tante cose.

In Spagna, ci sono 2 milioni di anziani che vivono soli. E come fanno?

Negli ultimi mesi sono arrivati tanti rifugiati che sono venuti, soprattutto dalla Colombia, dal Venezuela e da altri paesi latinoamericani e che hanno dovuto dormire per strada.

Molti di questi sono stati sistemati dalle organizzazioni umanitarie in stanze collettive.

Se uno di questi rifugiati prende il virus, come fa a fare la quarantena se abita insieme a tanti altri in una stanza?

E tutta la gente che non ha casa e abita per strada, come fa per lavarsi le mani e, soprattutto, per mangiare se tutti i refettori sociali sono stati chiusi?

Io, che, fortunatamente o sfortunatamente, sono in pensione, ogni mese ho uno stipendio che mi permette di avere una bella vita ma, adesso, come sarà la vita di tanta gente che non aveva un lavoro, o aveva un lavoro precario?, come sarà per loro il “dopo” il coronavirus?

Me viene anche in mente, come è stato sfortunato il governo di coalizione di centro-sinistra (PSOE y Podemos) che, appena 2 mesi dopo la sua costituzione, deve affrontare una situazione così difficile e grave.

Comunque, io sento che siamo stati fortunati, perché sarebbe stato molto diverso con il governo di destra del PP (Partido Popular).

E poi il governo stava per smontare la “riforma del lavoro”, fatta dal PP, che aveva tolto tanti diritti ai lavoratori, ma adesso avrà tanti problemi a farlo perché gli imprenditori avranno la scusa di dover fronteggiare una crisi economica.

E penso che, come tante altre volte, la sofferenza non sarà uguale per tutti.

Sarà più grande sarà per i più deboli.

nell’immagine: una foto della strada dove abita Victoria Montero: Costanilla de San Andres

Pubblicato inGenerale

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *