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Reduce di un sogno

OPERA IN CONCORSO

Ho un’amica, con gli occhi scuri come tutte le notti che ha attraversato insieme al suo grande coraggio, un’amica con le ginocchia sbucciate per tutte le volte che è caduta e si è rialzata con il suo stupendo sorriso. Ho un’amica per la quale, qualche volta, sento il desiderio irrefrenabile di dirle “sei bellissima”. Bhè a quella amica, che non mi fa mai sentire un dettaglio, le dico…
“Quando parti le tue paure ti stringono il cuore e i pensieri, come in una morsa d’acciaio, ma parti con un solo cielo negli occhi e sai che devi resistere per sopravvivere. Poi magari riesci ad arrancare, a superare te stesso e pensi di essere tornato vivo a casa. Da lontano la scorgi, un filo di fumo, le finestre azzurre e accelerando il passo cerchi di lavarti le fatiche con lacrime di gioia.
Torni padre, torni amico, amante, torni libero.
Torni… e non sei più nessuno. Gli amori diventano amici, gli amici lontani ricordi, i padri dei vecchi aneddoti. Questa non è più la tua strada e neanche tu riesci a riconoscerti. Così come un reduce cerchi una nuova battaglia, un nuovo mare da attraversare, una nuova vita da sognare, una compagna, ma di quelle che hanno tutto da perdere nel seguirti, d’altronde amare non è forse la possibilità di perdere? Nuovamente senti il bisogno di schierarti, di appassionarti, di essere per, di essere contro, di essere mai più un reduce di un sogno.”
(Il Nautiere)

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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