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Relax

OPERA IN CONCORSO

Giuliano e Zoe mi sono piaciuti subito.
Cercavano una casa, erano stanchi di stare un po’ di qua e un po’ di là.
E io in quel periodo pensavo che mi sarebbe piaciuto avere compagnia.
Giuliano è lungo e magro, è piccolo come una sedia piccola, ha la testa piccola e il culo grosso, è schivo, non ama il contatto fisico, a meno che non sia lui a volerlo.
Quando è arrivato da me non stava bene, e appena ci siamo guardati, abbiamo capito che ci saremmo presi cura l’uno dell’altra.
Zoe è un po’ più vecchia di Giuliano, secondo me è bipolare, ma è sensibile al male degli altri e capisce quando ho dolore da qualche parte, allora si avvicina in silenzio, e io sento il suo calore.
Stiamo bene insieme, stiamo bene in questo luogo che è la mia casa.
Anche se io sono abituata a trovarmi bene ovunque.
Devo solo stendere su una sedia il mio fazzoletto blu.
Quello è il mare.
Accanto al letto ho sempre il mare.
Devo solo scendere dal letto, e già posso nuotare.
Per nuotare nel mio mare non importa saper nuotare.
La notte copro il mare con una vestaglia a fiori, in modo che i pescecani non mi prendano quando devo fare pipì.
Di giorno penso che è meglio che apra la finestra della mia camera il meno possibile, perché casa mia non evapori.
Amo questi luoghi, uno spazio dove trovo il tempo per dedicarmi le attenzioni che merito: la passeggiata quotidiana a ridosso delle Mura della mia città mi fa sentire da vicino il suo cuore antico, e il profumo dell’erba tagliata di fresco mi fa capire che conosco il mio paese solo dall’odore. Profuma come il laboratorio di mio padre. Dell’odore del proprio paese ci si ricorda in qualsiasi posto, ma lo si riconosce soltanto quando si è lontani.
La domenica pomeriggio mi concedo venticinque grammi di patatine avvolta in assoluto relax dalla poltrona che mi ha regalato Ricky.
Sgranocchio, e mi guardo intorno: sono circondata dai miei quadri colorati, talmente vivi che ho la tentazione di tuffarmici dentro.
Giuliano e Zoe sentono il crocchiare, si avvicinano, reclamano le patatine.
Fanno le fusa.
Giuliano è arancione come i miei capelli.
Il mio luogo del cuore è questo, da qualche parte ho la scatola che mi ha lasciato in eredità mio padre, con il battito del suo cuore.

in foto: un quadro di Monica Favalli

Pubblicato inLuoghi del Cuore

1 commento

  1. Pier Pier

    Svincolato dagli “obblighi” di neutralità dovuti dal Concorso posso esprimerti il mio compiacimento nel leggere la tua storia.
    Mi ha preso subito (non mi ero posto la domanda di ci fossero Gaspare e Zoe) e ti sono venuto appresso fino alla “sorpresa” ( almeno per me ) finale.
    Complimenti Monica: il tuo scrivere e il tuo quadro affermano un talento artistico da nutrire e sviluppare. Anche su Contame: perché no?

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