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Restiamo amanti

È così che succedono le cose, quando meno te le aspetti.

È un concetto risaputo al punto che, quando non ti aspetti nulla, cominci a temere che ti capiti qualcosa. Vai in giro chiedendoti se quella mattina che sei uscito spensierato e tutto sommato felice da casa, ti capiterà un incidente magari o riceverai una notizia che sconvolgerà la tua vita per sempre. Diventa un pensiero ricorrente, “ecco, stai a vedere che oggi mi succede qualcosa”. Oppure “possibile che non mi succeda mai niente di bello!” Non ci pensi continuamente altrimenti la regola vuole che le cose non capitino, ma è come un lampo che regolarmente attraversa le giornate monotone, scansite dai soliti opprimenti impegni o dalla assillante ed inevitabile noia.

Più sei oppresso, assillato e annoiato, più la novità diventa un bene prezioso, sperato, bramato. Una luce intensa alla fine del tunnel, come un atto di fede.

Quello che non ti dicono è che non solo non te l’aspetti ma ti trovi anche nel momento peggiore, in cui sei più impreparato, disarmato, inerme. La cosa ti travolge come un’onda anomala mentre fai le parole crociate sul bagnasciuga e tu, fradicio e pieno di sabbia nel costume, non ritrovi neanche la penna.

Certe persone non sono fatte per avere una vita regolare, hanno una personalità troppo complicata e ingarbugliata. Troppi nodi da sciogliere, troppa malinconia, troppa felicità.

Ma vogliamo tutti essere accettati, amati e tendiamo ad uniformarci. Ed ecco che ognuno di noi tende a vivere vite fotocopie. Film già visti, storie già lette. Lavoro, casa, matrimonio, figli. Cambiano gli attori, cambiano le scenografie e se sei fortunato cambia la colonna sonora ma, alla fine della fiera, la trama è quasi sempre la stessa.
E così ti ritrovi che all’inizio del secondo tempo un senso di irrequietezza comincia a pervadere ogni cellula del tuo corpo, non riesci a stare seduto in poltrona e guardi freneticamente la scritta rossa che indica l’uscita.

Le mie uscite nella vita me le sono cercate, sempre. I sogni irrealizzabili, I viaggi progettati e mai partiti, I disegni, I racconti.
Le mie fughe preferite erano I tradimenti. Ho avuto molti amanti e sono stata spesso l’amante di altri. In quasi tutte le mie relazioni ho voluto vedere la possibilità di un cambiamento. Ognuno di loro mi poteva rapire e portarmi chissà dove. Ognuno di loro è stato l’amore della mia vita, almeno per un’ora.
Ogni volta le aspettative venivano disattese.
Nessuno mi rapiva, nemmeno il cuore.

Due anni fa sono diventata mamma per la terza volta. Fare figli, tutto sommato, è la cosa che mi viene meglio. Questa volta però ho avuto una bambina. Credo che nulla nella vita può preparare una donna alla nascita di una figlia femmina. Neanche aver avuto altri figli prima, neanche essere stata tu stessa una figlia femmina ed aver vissuto una relazione con tua madre.
Arriva come una deflagrazione. La cosa che non mi aspettavo quando meno me l’aspettavo.
La mia onda anomala si chiama emma.
Quello che è cambiato dalla sua nascita non è stato in casa, nello spazio da ricreare, negli equilibri da ristabilire, nel tempo da riprogrammare. Si certo anche quello ma il vero lavoro di ricostruzione è avvenuto dentro di me.
Ero a metà del secondo tempo e rimanere seduta in poltrona è diventato impossibile.

Il film della mia vita dovevo scriverlo io.
Guardavo mia figlia piccola e pensavo a tutte le cose meravigliose che potevo augurarle. “Si libera, forte, amata. Non accontentarti”.
Perché non potevo accettare l’idea che mia figlia fosse infelice e potevo accettarlo per me?
Per diversi mesi mi sono fatta la stessa domanda ma ormai la demolizione era iniziata e il restauro già programmato.
L’uscita sarà il film, la sala la lascio a quelli sani, a quelli a cui l’onda non ha bagnato manco I piedi.

La fase di demolizione ha portato via A dalla mia vita o meglio ha sancito il suo prossimo pensionamento (mi veniva dipartita chissà perché). Vent’anni sono la fotografia di te stesso che vai via. A lui che ha scritto queste parole gli è bastato un anno soltanto. Io sono lenta a capire e mi ci è voluto più tempo.

Nuovo lavoro, il progetto di una nuova casa, nuove prospettive.

In questa fase è arrivato L.
L ha una famiglia normale. Lui in sala ci sta comodo, mangia i pop corn con la moglie  e ride alle battute degli attori. Ciclicamente si concede qualche libera uscita e poi torna sorridente nel ruolo che si è ritagliato.
Un traditore seriale. Un tripudio di ipocrisia, ma d’altronde anche io ero così.
Siamo stati amanti clandestini per un paio di mesi. Gli incontri si sono fatti sempre più serrati e più intensi e dopo poco è diventato l’amore della mia vita ed io l’amore che non conosceva.
Decide di lasciare la moglie ma poi ci ripensa. Glielo dice ma poi ci va in vacanza insieme, mi manda messaggi d’amore mentre è a letto con lei. Contraddizioni, ora lo so, tipiche di una crisi profonda che ti toglie tutto. Sicurezze, prospettive, quotidianità.

In questa fase di incertezza e di attesa i buoni consigli fioccavano da tutte le parti e i dubbi erano sempre più emergenti.
La frase che la mia testa pronunciava più di frequente era “non ti puoi accontentare. Ho preteso di più da me, non posso accettare meno da te”.

Ora non siamo nulla.

Lui per la sua strada, io per la mia. Lui inciamperà nelle macerie, io cammino scalza ma tutto sommato in discesa.
La nostra relazione è stata perfetta nei mesi in cui siamo stati amanti. C’era solo bellezza, desiderio, passione. Le complicazioni le lasciavamo a casa.
Quando abbiamo deciso di modificarla tutto è sfumato e ci siamo ritrovati con niente tra le dita.

Tutti tendiamo ad uniformarci e tutti vogliamo essere amati.

È un desiderio che non ha confini, travalica tutti i limiti del buon senso e tende ad essere contagioso.

Ma la verità, quella che il restauro mi sta mostrando, è che non tutte le storie sono uguali, non tutte le storie devono essere definitive, ufficiali, classicamente tragiche o felici.

Alcuni amori sono destinati a restare sottotono, illuminati dal chiarore della luna e va bene così.

Avere questa chiarezza subito sarebbe un passo verso la felicità.

Sarebbe bello dirsi: “beh, come restiamo?” “Restiamo amanti!”.

(la foto è di Marilla Lovato)

Pubblicato inAmore

2 Commenti

  1. PANDA PANDA

    Viaggio ben raccontato, sottilmente malinconico che lascia in bocca il sapore dell’amore perso.
    Simile a tante storie, vissute da tanti di noi!!
    La passione che ti dà il proibito e l’immorale travolge e caramella tutto,rendendo la relazione intensa e irrinunciabile!!
    La fine di queste relazioni sono per la maggior parte scritte e scontate, solo poche arrivano vincitrici a fine partita!!!
    La partita più importante è sempre la prossima …… ma non è detto che sia la più bella!!!

  2. imma d'anchise imma d'anchise

    ci sono uomini che nascono per diventare mariti ed uomini che saranno sempre amanti

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