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Riavvolgo il nastro

Camminavo senza una meta, vagavo da una strada all’altra. Mi infilo in un caffè, pochi avventori e al banco i camerieri e i loro gesti lenti. Un tavolino solo per me e per i pensieri che vorticosi mi girano in testa. Sono frenetici come quelle foglie secche che il vento trascina, fa rotolare. Nei miei pensieri passa un volto, il sorriso di Lina, il suo accento francese così dolce mentre parla muove le braccia in gesti larghi. E vedo quella piccola rue, i passanti con le borse cariche di spesa, mi vedo nelle vetrine tra quegli abiti démodé e gli stivaletti neri con i lacci. Poi sul ponte di una nave, i passeggeri che cercano riparo dal forte vento e gli spruzzi del mare in tempesta. Sono lì, addossata alle pareti, vicino a me due ragazzi, incuranti del trambustò per il brutto tempo, si abbracciano, le loro labbra incollate come se temessero la fine del mondo, la fine della loro storia. E poi mi sveglio una mattina con il profumo che le mie narici non hanno mai dimenticato. Tra quelle lenzuola rinasce la voglia del mio mondo. Strofino gli occhi perché quello che vedo è proprio il mio verde, il profilo austero della mia montagna. E mi viene naturale scrivere delle mie sensazioni, camminare su quelle strade , ritrovare i miei stessi passi. E ritornare solo per un giorno con il viso dolce della giovinezza a quei pensieri leggeri , legati all’oggi, all’adesso.Indossare quel vestito che mi faceva sentire bella, entrare nella favola, assaporare la magia di quegli attimi. Per qualche ora riavvolgere il nastro degli anni, se si potesse….

Pubblicato inAmore

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